Al via la class action per riprenderci i soldi sottratti alle energie rinnovabili

Lanciata la vertenza collettiva per farci recuperare il prelievo Cip6 dalle nostre bollette. Si tratta di una componente del 7% della bolletta della luce che, dal 1992,

Nel 1992 al decreto di finanziamento delle fonti rinnovabili
è stata aggiunta una parolina, “e alle assimilate”. Con un
artificio tutto italiano (e più volte rimproveratoci
dall’Europa), per “fonti rinnovabili e assimilate” da noi
s’è quindi voluto comprendere anche i rifiuti urbani e
residui di raffineria. Fonti “assimilate”…

In forza di questa solo parolina da quel momento i distributori
di rifiuti solidi urbani, che ci impacchettavano dentro anche un
po’ di residui di raffineria o di forni di cementerie, hanno potuto
beneficiare del 7% di ogni nostra bolletta della luce, distolto
dalle vere fonti rinnovabili. Quanti soldi sono stati così
dragati?

All’incirca 4 miliardi di euro all’anno.

Soldi che ogni anno, dal 1992, sono stati sottratti allo
sviluppo di impianti a energia solare, eolica e geotermica, verso
raffinerie e inceneritori e introitati dalle aziende petrolifere e
dalle cementerie.

Anche per questo l’Italia, il paese del sole, colmo di colline
ventose e litorali marini, è così in ritardo sul
solare e sull’eolico rispetto a tutta Europa.

Per questo l’Europa ci ha già comminato una sanzione.

Per questo si sono ammassati rifiuti in Campania (anche le
“eco-balle”, contenenti ogni sorta di rifiuto urbano, potevano
essere incenerite “assimilandole” alle fonti rinnovabili ricevendo
così i contributi CIP6).

La norma è stata eliminata solo dalla Finanziaria 2008,
ma a ogni livello, dagli uffici tecnici del ministero dello
Sviluppo al Parlamento, si registrano continue pressioni per
reintrodurre misure simili.

Chiediamo indietro i nostri soldi.

Con la causa collettiva, ogni firmatario può inoltrare
richiesta formale di rimborso al Gestore dei Servizi Elettrici:
www.dirittoalfuturo.it

Hanno detto dei CIP6.

“L’emergenza rifiuti è collegata al decreto CIP6”
Sen. Tommaso Sodano, RC, Presidente della
Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali

“Truffa legalizzata”
On. Bruno Tabacci, UDC, già presidente
della commissione Attività Produttive della Camera dei
Deputati

“Dobbiamo mettere la parola fine all’aggiramento delle norme
comunitarie e della truffa ai danni delle fonti rinnovabili”
On. Alfonso Pecoraro Scanio, già ministro
dell’Ambiente

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