Albero della Vita: più spazio ai bambini

L’Albero della Vita un’Associazione nata nel ’97, avvia progetti per l’accoglienza di bambini e adolescenti che sono stati allontanati dalle loro famiglie.

In Italia vi sono 15.000 bimbi allontanati dalle famiglie – per
decreto del Tribunale – che vivono in comunità. Reduci da
storie silenziose di povertà, maltrattamenti, incuria.

Entro il 2006 lo Stato italiano chiuderà i vecchi istituti
che ospitano più di 10 bambini, preferendo le
“case-alloggio”, case d’accoglienza che ospitano un massimo di 8 –
9 bambini.

Per questo L’Albero della Vita, un’Associazione nata nel ’97, avvia
progetti per l’accoglienza di bambini e adolescenti che sono stati
allontanati dalle loro famiglie. Progetti pilota per aiutare
concretamente i minori in difficoltà: ‘La Bussola’, case di
accoglienza per bimbi dai 5 ai 12 annil, ‘Vivi ciò che sei’,
centro per adolescenti, e ‘ZeroTre’, casa d’accoglienza per neonati
fino ai 3 anni – allontanati dalle famiglie o abbandonati.

C’è anche un progetto, di prossima attuazione, per la
formazione di almeno 5000 famiglie affidatarie, lanciato con la
campagna Non
tiriamoci indietro
:
“sarà una rete di amore – nelle parole di Gabriella
Barbetta, responsabile Comunicazione dell’Associazione – di
famiglie da formare all’affido. Formeremo famiglie per essere in
grado di affrontare questa impresa, l’accoglienza di un bambino.
Tenendo presente che non arriva il bimbo bello e gioioso. Arriva
maltrattato, proveniente dalla povertà”.

Tutto questo, attraverso la Pedagogia per il Terzo Millennio che
sostiene: per educare bisogna educarsi.

Per aiutare un piccolo in difficoltà occorre tanto amore, e
ancora di più: tanto da compensare tutto quello che ha
perso, o che non ha mai ricevuto.

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