Alimentarsi con tatto

Il pane e la pasta fatti in casa rappresentano l’occasione per rievocare antichi riti e sapori.

L’immagine di un bambino che imita la mamma con il suo
pezzettino di pasta che gira e rigira tra le mani, accompagna
spesso l’idea di una consuetudine, faticosa e un po’ romantica, ora
poco diffusa nelle nostre case.

Il desiderio di impastare a mano affascina da sempre anche le
moderne massaie, sempre più divise tra monitor, scanner e
doveri domestici: fatti in casa il pane e la pasta hanno tutto un
altro sapore, come sempre quando le cose sono frutto del nostro
impegno e del nostro lavoro.

Ma c’è di più: il contatto con le mani che lavorano
e, lavorando, si ‘riempiono’ di “qi” o energia, arricchisce in
qualche modo ciò che si produce.
Preparare il pane in casa non è difficile e vale veramente
la pena di provare.
Per un chilo di farina di frumento integrale biologica si
utilizzano 25 g. di lievito di birra, 1 cucchiaio di sale marino
fino e acqua tiepida. Si scioglie il lievito nell’acqua e lo si
unisce alla farina, precedentemente disposta a fontana sulla
spianatoia. Si incomincia poi ad impastare, aggiungendo poco alla
volta l’acqua necessaria. Impastare energicamente fino a ottenere
un impasto omogeneo, morbido, non appiccicoso. Far riposare al
riparo per un’ora, dopodiché impastare di nuovo e riporre in
uno stampo da forno. Lasciar riposare, sempre al riparo,
finché l’impasto non raddoppia di volume. Infornare a
220° per 20 minuti, abbassare a 180° per altri 20-30
minuti, fino a doratura. Non aprire il forno per evitare sbalzi di
temperatura.

La ricetta canonica per la pasta è di un uovo per cento
grammi di farina e un po’ di acqua per impastare. Si dispone la
farina a fontana sulla spianatoia con al centro i tuorli delle
uova. Con la punta delle dita si lavora fino ad amalgamarle,
incorporando gradualmente la farina. Poi si lavora con energia sino
ad ottenere un impasto morbido ed elastico.

Loredana Filippi

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