Alimentazione cromobiologica, una danza di colori

Nell’alimentazione cromobiologica gli alimenti si dividono in infraverdi e ultraverdi. Producendo un effetto diverso sull’organismo in base al loro colore.

Tutto in natura si manifesta come una danza fra due grandi movimenti dell’energia, due polarità nel cui perpetuo avvicendarsi ogni fenomeno si adegua e inserisce. Il paragone con la natura è quello che rende più manifesto questa onnipresente ciclicità: dalla notte al giorno, dall’autunno alla primavera, dalla nascita alla morte, a una fase di “manifestazione” si alterna una di “rientro”, a un movimento “in uscita” segue uno “in entrata”, e via dicendo. Un grande respiro che permea l’universo intero e che si manifesta anche nelle vibrazioni che caratterizzano la cosiddetta scala cromatica.

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Anche gli alimenti, presentando diversi colori, agiscono sul nostro organismo seguendo i due grandi movimenti in “entrata” e in “uscita”. ©ingimage.com

A questi due grandi “movimenti” energetici anche i colori sono soggetti, in quanto costituiscono uno degli aspetti dell’energia. La distinzione fra colori caldi e colori freddi è strettamente legata al “movimento energetico” che essi inducono in ogni manifestazione del vivente: i colori caldi (dal rosso al giallo) stimolano il movimento verso l’esterno, quindi la crescita fisiologica e la socialità, inducendo nell’organismo uno stato di eccitazione. I colori freddi (dal blu al viola) favoriscono il movimento opposto dell’energia, che è spinta a dirigersi verso l’interno, rallentando i processi di crescita e facilitando il rilassamento.

I colori nell’alimentazione cromobiologica

La classificazione degli alimenti in infraverdi e ultraverdi nell’ambito della dottrina cromobiologica mira proprio ad utilizzare funzionalmente le caratteristiche di questi grandi movimenti energetici.

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Gli alimenti infraverdi, caratterizzati da colori caldi, stimolano la produzione di un flusso energetico proiettato verso l’esterno. ©ingimage.com

Gli alimenti infraverdi si distinguono per un intenso campo energetico che prevale sulla superficie ed un basso contenuto energetico nel loro nucleo. Nell’organismo sono responsabili dei movimenti ergotrofici, che stimolano cioè l’eccitazione ed il lavoro, operando nella direzione energetica “verso il mondo” e favorendo l’azione del sistema nervoso simpatico o vegetativo. Nel campo infraverde, sono compresi gli alimenti il cui colore, allo stato maturo, tende verso il rosso: dalla carne di manzo e di cavallo, a banane, pomodori, fragole, ciliegie, frumento, ecc.

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Gli alimenti ultraverdi, caratterizzati da colori freddi, stimolano la ritenzione del flusso energetico che rimane così all’interno dell’organismo. ©ingimage.com

I cibi collocati nella gamma ultraverde hanno invece l’effetto opposto: condensano un elevato contenuto energetico nel nucleo ed hanno al contrario una superficie energeticamente povera; favoriscono i movimenti trofotrofici, che stimolano cioè il ritiro dell’energia nel mondo interno e pertanto il sistema parasimpatico o di rilassamento. A questi cibi appartengono tutti gli alimenti tendenti al viola, sempre allo stato maturo: dall’uva nera alle melanzane, dagli asparagi al pesce, alla carne bianca, eccetera.

Loredana Filippi

Immagine di copertina: una vaschetta di ciliegie classificata come alimento infraverde dall’alimentazione cromobiologica. ©ingimage.com 

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