Alla Lamborghini misurano l’impronta

Per la prima volta si calcolerà l’impronta ecologica di Automobili Lamborghini. “Questo accordo conferma l’impegno di Lamborghini in tema di sostenibilità”, ha affermato il presidente della casa automobilistica.

Siglato pochi giorni fa l’accordo volontario tra Automobili Lamborghini e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del
Territorio e del Mare
per l’avvio del progetto di
collaborazione che prevede la misurazione dell’impronta ecologica
nei sistemi produttivi dell’azienda automobilistica di Sant’Agata
Bolognese.

Lamborghini Automobili verrà così accompagnata passo
passo da una task force del Ministero nella misurazione delle
emissioni di anidride carbonica durante le fasi di realizzazione
delle scocche e delle parti in fibra di carbonio delle famose auto
di lusso, per poi avviare programmi di riduzione e
compensazione.

“Questo accordo conferma l’impegno di Lamborghini sia in tema di
sostenibilità ambientale sia in termini di elevata
tecnologia e innovazione” ha affermato Stephan Winkelmann,
Presidente e ad di Automobili Lamborghini. “Il traguardo raggiunto
oggi premia la coerenza di un percorso, iniziato cinque anni fa,
volto alla riduzione delle emissioni di CO2 sia dei nostri prodotti
che dei nostri siti produttivi”.

Primo esperimento di casa automobilistica che addotta una strategia
per calcolare e compensare le emissioni climalteranti, Lamborghini
Auto non è certo nuova a questo tipo di iniziative. Con
l’obiettivo di ridurre del 35% le emissioni di CO2 delle proprie
vetture e di rendere l’intero stabilimento CO2 neutrale entro il
2015, la casa costruttrice di automobili è stata la prima ad
ottenere la certificazione ISO 50001 – certificazione che conferma
l’impegno nell’efficienza energetica di tutta
l’attività.

Per il costante miglioramento delle monoscocche delle
supersportive, nella sede di Seattle, l’azienda istituito
l’Automobili Lamborghini Advanced Composite Structures Laboratory
(ACSL), struttura dedicata alla ricerca e sviluppo di materiali
compositi in fibra di carbonio per il settore automobilistico e
aeronautico in collaborazione con la University of Washington e la
Boeing Company.

Come conferamato dallo stesso Ministro Clini: “quello di oggi
è un importante segnale da parte di una azienda del lusso,
storico marchio del made in Italy nel mondo, che si impegna a
valutare e ridurre il proprio impatto sull’ambiente”.

Questo progetto infatti: “valorizza l’impegno dalle aziende
italiane che intendono rispondere alla richiesta di certificazione
di qualità ambientale e di innovamento tecnologico, quali
fattori di competitività nei mercati internazionali
soprattutto per i prodotti di alto livello, bandiera del made in
Italy”.

A quando la “Green Lambo”?

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