Allergie: Dire si e dire no

In Italia sono sette milioni le persone che soffrono di allergie, circa il quindici per cento della popolazione. perché accede, e come intervenire

Da cos derivano le allergie?Dopo il lungo letargo invernale, la natura dissemina i suoi umori in festa e
la vita rifiorisce a se stessa zeppa di colori e profumi e luce e
amori, quasi un quarto degli abitanti del Bel Paese, il giardino
d’Europa, ne soffre.

Perché l’allergia?
Per la verità la
scienza medica classica se lo chiede, il perché, e ci
fornisce anche delle risposte: i soggetti allergici si ammalano
perché il loro sistema immunitario scatena una reazione di
difesa eccessiva di fronte a sostanze considerate erroneamente
nocive. L?errore avviene nella prima fase di confronto, quando la
sostanza estranea non solo viene riconosciuta come non compatibile
con l?organismo ma viene anche vissuta erroneamente come
minacciosa, secondo il paradigma ?diverso uguale pericoloso; tanto
diverso, tanto pericoloso?. Di fronte all?estraneo la memoria
interna dell?organismo costruisce un numero eccessivo di anticorpi
pronti a reagire minacciosamente qualora si ripresentasse un nuovo
contatto. Tale processo è noto come processo di
sensibilizzazione.

Di chi è la colpa?
I dubbi ci vengono
chiariti ancora una volta dalla scienza, non è
responsabilità dell?individuo, dei suoi comportamenti, della
sua alimentazione, delle sue idee, credenze o emozioni, la colpa
è delle immunoglobuline.

Mettiamoci tranquilli, la risposta allergica è dovuta alla
produzione di un tipo particolare di immunoglobuline, le IgE, che
hanno la proprietà di legarsi a recettori presenti sulla
superficie di un tipo particolare di cellule, i mastociti. Questi
ultimi, in presenza dell’allergene liberano sostanze infiammatorie
che innescano la sintomatologia allergica, coadiuvate da altre
cellule specializzate come i granulociti eosinofili. Si, ma chi lo
dice alle IgE di legarsi ai recettori e di dire ai mastociti di
liberare le sostanze?…
Probabilmente una componente genetica. Già i geni, ma chi ha
disposto i geni in quella sequenza e chi dice a quel gene di
attivarsi e a quell?altro di restare latente? Un altro gene. E al
primo gene chi lo dice? Beh, ma qui usciamo dal campo della
medicina ed entriamo nella metafisica.

Allora fermiamoci…

Allora fermiamoci
Allora fermiamoci e cerchiamo di riflettere. Quale l?utilità
di cercare un perché, a chi giova trovare un colpevole che
lo scagioni? Il nostro piccolo Io è disposto a tutto pur di
sentirsi dire: non sei tu il responsabile della tua allergia. Non
importa se la risposta è fondata sul a e ci conduce in un
vicolo senza uscita. Non importa cosa succede, l?importante
è che non sia io il colpevole. Forse a qualcuno sembra
ragionevole non liquidare con le immunoglobuline la questione
allergia, ma espandere il discorso e la coscienza fino a
comprendere termini quali: coraggio di cambiare, fiducia, rispetto,
vitalità, eros, passione, abbandono, determinazione,
tolleranza, condivisione, capacità di dire si e dire no.

A chi vuole fermarsi, assumersi la responsabilità della
propria condizione e quindi della reale possibilità di fare
qualcosa per guarire dall?allergia, ecco alcune domande alle quali
rispondere con coraggio e onestà.
1. Sono disposta/o al cambiamento o temo le situazioni nuove e
sconosciute?
2. Seguo la mia natura più profonda o temo ciò che
non posso controllare?
3. So/ho saputo farmi rispettare o subisco/ho subito i
comportamenti altrui?
Se sei una persona vitale e sensibile ed hai risposto no alla prima
parte delle tre domande probabilmente soffrirai o potresti soffrire
in futuro di una qualche forma di allergia.

In ogni caso, prima di cercare perché o medicine, prova a
muoverti verso il si: Si accolgo il cambiamento, si seguo me
stessa/o, si io sono questa/o.

Dott. P.
L. Lattuada
direttore medico Clinica
Olistica LifeGate

Articolo pubblicato sul LifeGate Magazine maggio-giugno ’05

Articoli correlati