Allergie, intolleranze, salute e… felicità

Per tutti coloro che hanno allergie o intolleranze abbiamo incontrato l’immunologo autore di libri e pubblicazioni scientifiche, fondatore di Eurosalus.com.

Attilio Speciani è noto nella comunità scientifica
e nell’ambiente della comunicazione per la carica innovativa delle
idee alla base dei suoi studi, ricerche e terapie (come quelle che
hanno portato all’ideazione del test DRIA per le intolleranze
alimentari).

Proprio di questo abbiamo parlato, di allergie e intolleranze
alimentari, di salute e benessere, perfino di…
felicità.

Il suo approccio è inedito, originale,
stimolante.
“L’ipotesi iniziale, l’idea di riferimento,
è che ognuno di noi abbia un ‘potenziale vitale’, una soglia
che s’alza o si abbassa a seconda delle condizioni ambientali, del
nostro stato intimo, oltre la quale la salute si deteriora: si
manifestano malesseri, malattie, e si scatenano le reazioni
immunitarie. Ma la domanda chiave qui è: l’intolleranza
è difetto o difesa? Se è difetto, allora va curata
con le opportune terapie. Se è un segnale – che il livello
di soglia è stato oltrepassato, che l’organismo ha
momentaneamente esaurito il suo potenziale vitale – allora è
necessario comprendere il perché”.

Per esempio, pensiamo all’inquinamento ambientale.
“L’aggressione quotidiana da parte degli agenti inquinanti
può esser causa di infiammazioni diffuse, di patologie
tumorali; allergie in crescita; tumori nei giovani in aumento;
problemi respiratori; disturbi intestinali; morbo di
Alzheimer…”.

Be’, finora si pensava che l’Alzheimer fosse scritto nel
Dna…
“Oggi sappiamo che l’Alzheimer, così come altre
malattie degenerative, non è scritto nei geni. Non è
per un destino genetico che ci ammaliamo. Non solo, almeno. Studi
comparati su gruppi omogenei di popolazioni hanno evidenziato come
il fattore ‘alimentazione’ sia determinante per lo sviluppo di
malattie, moltiplicando anche per tre i fattori di rischio. Oggi
sappiamo ancora, per esempio, che un alto valore di omocisteina
è fattore d’avviso sia dell’Alzheimer sia di problemi
cardiocircolatori. Il valore si alza se si consuma molta carne
senza una dose adeguata di frutta e verdura”.

Dunque allergie e intolleranze sono problemi
affrontabili?
“Anche con una dieta adeguata. Ricca, per
esempio, di oligoelementi, di vitamina B e acido folico.
Pensare che in U.S.A., grazie ai mastodontici regolamenti della
FDA, un medico che volesse prescrivere un’integrazione di acido
folico al paziente (una capsula da 100 lire al dì) non
può farlo. È proibito. Ci sono farmaci da 100mila
lire al giorno. E quelli sì che li può prescrivere.
Anzi, è premiato se lo fa”. Poi si sente al telegiornale:
abbiamo iniziato lo studio genico per sopprimere l’Alzheimer,
terapie geniche e così via. Ma, caspita, mangiamo più
frutta e verdura, zinco, manganese e acido folico! Insomma: “Scelte
comportamentali non ossessive, non drammatiche, ci possono aiutare.
Da 15 anni sostengo che l’aumento delle allergie oggi è
dovuto al fatto che i nostri organismi sono ‘surriscaldati’. Per
autodifesa. Un grande riconoscimento è giunto al Congresso
di Birmingham, 1998, di Immunologia. ‘Minimal persistent
inflammation’ era l’headline. Anche l’immunologia ‘classica’ ha
finalmente riconosciuto una differente prospettiva: che un pur
lieve fenomeno infiammatorio ‘di fondo’ può scatenare
reazioni immunitarie”.

Questo è l’insegnamento di Attilio
Speciani.
È necessario comprendere le allergie,
considerando:
– fattori ambientali
– alimentari
– psicologici
– educativi
– comportamentali

Come fare per dare una mano al nostro organismo?
– piccoli passi, ma quotidiani
– integratori minerali e vitaminici
– esercizio fisico
– meditazione (anche respirazione)
– “Crudo, vivo e colorato”
– un giorno di pulizia a settimana: ‘reset immunitario’.

Eccola qui, la carica innovativa delle idee di Speciani. Reagire
alle aggressioni con le migliori terapie, certo, ma anche con
piccoli cambiamenti dello stile di vita, con una dieta equilibrata
(con crudité, germogli e cibi vitaminici) ma mai
mortificante. Il tutto condito con gesti di amore verso di
sé.

Un’ultima domanda: come possiamo definire ‘giornalisticamente’
il Suo approccio alla medicina? Olistico? A 360 gradi?
Io
credo in una medicina rispettosa della persona e delle malattie;
una medicina che accompagni chi soffre in un percorso di
guarigione. Una medicina di trasformazione, ove il cambiamento
nasca dal paziente.”

Socrate la chiamerebbe: ‘poietica’.

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