Almo Nature dice Stop Vivisection

Almo Nature dice no alla vivisezione e si schiera a fianco delle organizzazioni ambientaliste a favore dell’iniziativa Stop Vivisection.

Quando in Europa s’è cominciato a discutere di nuove regole
sull’impiego degli animali nei laboratori, la Direttiva 2010/63 del
Parlamento Europeo ufficialmente intitolata “Sulla protezione degli
animali utilizzati a fini scientifici” è stata subito
ribattezzata da molte organizzazioni europee “Direttiva
vergogna”.

L’iniziativa Stop
Vivisection

Stop Vivisection è una grande campagna di mobilitazione
avviata nel febbraio 2013 per forzare le istituzioni europee a
ridiscutere i contenuti di una direttiva truffaldina a partire dal
suo stesso nome, che poco o nulla avrebbe garantito né la vita
degli animali vivisezionati, né progressi nella ricerca
medica. Le associazioni antivivisezioniste internazionali (in
Italia: Leal e Comitato Equivita) hanno avviato una petizione con
l’ambizioso obiettivo di arrivare ad almeno un milione di firme. Le
quali, una volta inviate al Parlamento Europeo, avrebbero obbligato
i politici ad analizzare la proposta Stop Vivisection.

Almo
Nature
in Italia
A fianco di tutte
le organizzazioni che hanno animato l’iniziativa Stop Vivisection si
è schierata fin dall’inizio, con una presa di posizione netta,
coraggiosa e alquanto rara nel panorama imprenditoriale, anche Almo
Nature, organizzando addirittura mille tavoli di raccolta firme in
altrettante città italiane e realizzando uno spot tv.
“È un’occasione unica per ciascuno di noi – ha spiegato
Piergiovanni Capellino, presidente di Almo Nature – per impegnarsi
a sommergere di firme l’Europa e gridare il nostro ‘no’ alla
vivisezione, pratica immorale e non scientifica”.

 

Traguardo tagliato, 1 milione di firme

“Più firme si raccoglieranno più sarà forte la
richiesta di abolizione della vivisezione”, sottolineava ad
apertura campagna Edgar Meyer di Gaia Animali & Ambiente. La
milionesima firma è arrivata il 24 ottobre 2013, come hanno
reso noto i promotori sulla pagina Facebook ufficiale: “A partire
da questa mattina abbiamo raggiunto 1. 006,588 firme!”. “Un milione
di firme era il traguardo minimo richiesto – ha scritto Oipa Italia
sul suo sito – ora abbiamo la possibilità fino al 31 ottobre
di dare un forte segnale all’Unione Europea, chiedendo con sempre
più forza e determinazione di fermare la sperimentazione
animale, per sempre”.
Il fatto che un’azienda di pet-food naturale per animali di alta
qualità, Almo Nature, sia scesa in campo insieme a Oipa Italia
e Gaia Animali&Ambiente, fornendo gratuitamente leggii e moduli
per la raccolta firme a tutti i punti vendita che ne hanno fatto
richiesta sul territorio italiano, fa diventare quest’azione di Csr
un punto di riferimento per l’intero settore. Almo Nature ha
dedicato inoltre un’intera sezione del proprio blog al dibattito ospitando
una serie di interventi illustri (pro e contro) per consentire a
tutti di farsi un’idea e generare un confronto virtuoso sul
tema.
Con la raccolta dei moduli nei punti vendita a cura dei volontari
Oipa, Gaia e Stop Vivisection, la raccolta firme, anche in Italia,
è giunta al termine. Non la spinta ideale che ha fatto da
propellente alla campagna: quella è appena partita.
Destinazione, Europa.

Articoli correlati