Amiche a sei zampe

Ancora oggi si continua ad assistere ad episodi di discriminazione verso il genere femminile. Almeno nel mondo degli insetti questa piaga non esiste.

Strano, e anche triste, leggere i dati sulla discriminazione
femminile. Nel futuribile 2012 le donne continuano a percepire
stipendi più bassi e a ricoprire posizioni lavorative
marginali rispetto ai loro colleghi uomini. Strano anche, e
oltremodo triste, leggere i dati sulle lauree: le donne si laureano
prima e con punteggi migliori.

Ma, care amiche, non rattristatevi troppo, sappiate che la
giustizia esiste e, in questo caso, corre veloce su 6 solide
zampette e vola in alto su quattro ali trasparenti… e non
è quella dell’altro Regno dei Cieli. Dovete sapere infatti,
care amiche, che nel mondo degli insetti la discriminazione
femminile non esiste. Anzi, il genere femminile è
decisamente più forte di quello maschile, che viene
sfruttato e maltrattato anche con gli interessi.

L’esempio più noto è rappresentato dalla
mantide religiosa. Questa fenomenale e fiera valchiria unisce il
dilettevole al dilettevole: l’accoppiamento con il pranzo. Peccato
che lo spuntino sia a base del compagno, il quale, bisogna
ammetterlo, affronta la morte con grande coraggio. Pensate che,
seppur ridotto ad un moncone, egli continua la sua attività
da amatore. La cosa veramente interessante è che la natura e
l’evoluzione hanno contribuito a questa congiura anti maschile: la
mantide infatti è l’unico insetto in grado di ruotare la
testa e lo fa per mangiarsi comodamente il suo compagno.

La vera espressione del femminismo la troviamo nel mondo delle api.
Dovete sapere che l’ape regina ha la capacità di scegliere a
priori il sesso del nascituro. E indovinate un po’ cosa
sceglierà mamma ape? Opterà ovviamente per il fiocco
rosa. Le sorelle api (api regine) vivono in grande armonia tra di
loro dividendosi i lavori senza mai litigare, e preservano, grazie
al contributo fondamentale all’impollinazione incrociata, la
biodiversità. Ma, purtroppo, lo scambio genetico è
fondamentale per la selezione naturale e quindi, in primavera,
l’ape regina è costretta ad appendere dei fiocchi azzurri
fuori dall’alveare. I maschi delle api, chiamati fuchi, conducono
una vera e propria vita da pascià. Non raccolgono né
nettare né polline, non puliscono l’alveare né
tantomeno accudiscono le sorelle piccole. Insomma, i fuchi non
fanno proprio un… bel niente, ma non solo: questi esseri
viziati vengono imboccati dalla sorelle e si rifiutano di mangiare
il miele: vogliono solo la pappa reale, il cibo destinato al sangue
blu della loro mamma. Ma le sorelle sopportano con pazienza anche
perché sanno benissimo che il giorno della vendetta è
vicino. Un bel pomeriggio primaverile infatti, la nuova regina
abbonderà il nido materno seguita da centinai di fuchi
innamorati. Quindici fortunati riusciranno ad accoppiarsi ma
purtroppo l’effetto di questo atto d’amore non sarà proprio
romantico: essi rimangono infatti evirati con morte immediata. E
chi non è riuscito ancora una volta a fare un… bel
niente? Cosa fa? Alcuni tornano a casa sperando in una calda
accoglienza da parte delle sorelle. Accoglienza che, manco a dirlo,
non troveranno. Le simpatiche sorelline accoglieranno i fratelli a
colpi di pungiglione: alcuni periranno a causa del veleno contenuto
nel pungiglione; altri, capita l’antifona, scapperanno ad ali
spiegate. Ma poveretti, non sono in grado né di mangiare
né di proteggersi da soli e quindi passeranno gli ultimi
giorni di vita raminghi tra i fiorellini cercando un’elemosina che
non verrà loro elargita.

E quindi? E quindi tanti auguri a tutte e, perché no, a
tutti, visto che le discriminazioni sono un male trasversale che,
da qualsiasi parte colpisca, toglie qualcosa e non restituisce
nulla, se non solitudine.

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