Ananas due volte dolce

Con gli ananas equosolidali potremo contribuire a un rapporto più giusto con i produttori del Sud del mondo,

L’ananas fa pensare all’estate, al sole, alla dolcezza esotica. Ma
può far anche pensare agli aeroplani che spargevano nubi
grigie di pesticidi sulle piantagioni africane – mentre i
braccianti erano giù a raccoglierli! Un’immagine che, negli
anni ’80, è stata l’emblema di un’agricoltura industriale
arrogante, indifferente alla salute dei contadini e ai diritti
delle popolazioni locali e dell’ambiente.
Oggi no, la nostra sensibilità ai temi della natura, della
salute e del gusto s’è molto accresciuta. E immagini come
quella sono sempre più rare. Grazie alla richiesta di frutta
più sana e a iniziative come questa, appena presentata da
Transfair…

Nel 1995 Edward Twum possedeva 5 ettari di terreno. Attraverso la
cooperazione con il distributore Amatrade di Milano è
riuscito a sviluppare il proprio lavoro e a migliorare le
condizioni di vita dei propri contadini, senza danneggiare
l’ecosistema locale. Lo sviluppo della sua fattoria infatti
è andato di pari passo con il rispetto dell’ambiente
circostante e delle specie autoctone, limitando al massimo l’uso di
prodotti chimici. Oggi il personale è sottoposto a
periodiche visite mediche, la remunerazione è adeguata agli
standard locali e per i lavoratori dipendenti sono stati costruiti
punti di ristoro in tutta la piantagione.

Tutte queste caratteristiche hanno consentito a Prudent –
così si chiama oggi l’azienda ghanese, che ha una
piantagione di ben 450 ettari – di entrare nel registro Frutta
Fresca di Flo. L’inserimento nel circuito Fair Trade
consentirà a Prudent di trovare altri sbocchi di mercato a
condizioni eque e di migliorare le condizioni sociali e sanitarie
degli oltre trecento lavoratori, tra uomini e donne, che si
alternano nei periodi del raccolto.

Con gli ananas equosolidali potremo contribuire a un rapporto
più giusto con i produttori del Sud del mondo, e quindi
gustare un prodotto… dolce due volte.

Articoli correlati