Best practice

Anche al formaggio si misura l’impronta

Un importante progetto, promosso dal Ministero dell’Ambiente, misurerà l’impronta ecologica della filiera del formaggio. L’azienda Latteria Montello ha aderito all’iniziativa.

Quanta CO2 viene emessa per produrre una confezione di
stracchino, dalla stalla al bancone del supermercato? E come fare
per compensare e diminuire le emissioni prodotte?

 

La risposta arriverà grazie al programma promosso dal
Ministero dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare e al quale partecipa
l’azienda Latteria Montello, conosciuta
ai più con il marchio “Nonno Nanni”.

 

Un progetto finalizzato a calcolare l’impronta di
carbonio
– la Carbon Footprint – lungo tutta la
filiera
e durante tutte le fasi di vita dei tre prodotti
di punta dell’azienda trevigiana: “Abbiamo voluto aderire a questo
progetto perché vogliamo che il nostro diventi un prodotto
realmente sostenibile – spiega Silvia Lazzarin, direttrice
marketing dell’azienda
– analizzando tutto il ciclo di
vita del formaggio, dalla stalla alle tavole dei nostri
clienti”.

 

Grazie all’aiuto dei tecnici del Ministero verranno analizzate
varie aree di intervento che riguarderanno la fase di produzione e
lavorazione del latte, la provenienza dell’energia utilizzata nello
stabilimento e il packaging utilizzato nella vendita al
dettaglio.

 

Per il calcolo dell’impronta di carbonio
sarà utilizzata una procedura riconosciuta a livello
internazionale (la WRI/WBCSD GHG Protocol), a
conclusione della quale sarà disponibile un inventario delle
emissioni di gas a effetto serra generate dalla filiera produttiva
e dalle diverse fasi del ciclo di vita dei prodotti
selezionati.

 

La compensazione riguarderà anche l’efficienza delle
strutture aziendali, il trasporto e la logistica dei prodotti,
oltre che l’acquisto dei cosidetti “carbon credit”: “In azienda ad
esempio acquistiamo già da tempo energia proveniente da
fonti rinnovabili e abbiamo in progetto di realizzare un impianto
di cogenerazione a breve, che ci aiuterà a diminuire le
emissioni”, spiega la Lazzarin.

 

Alla fine del programma i tre formaggi, a chilometro
quasi zero
perché realizzati con ingredienti
provenienti da produttori locali, e a basse emissioni di CO2,
saranno a disposizione della grande e piccola distribuzione
permettendo ai consumatori di scegliere e acquistare un prodotto di
certificata sostenibilità.

 

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