Anche i batteri non resistono al miele

Le proprietà antimicrobiche del miele potrebbero derivare dagli enzimi secreti dalle api oppure dalla sua acidità.

Una brutta ferita non guarisce con gli antibiotici?

Niente paura, basta curarla con il miele. Le ricerche di laboratorio, pubblicate recentemente sul “Journal of Applied Microbiology”, lo confermano: il miele uccide i batteri e può essere usato per pulire le ferite. Fino ad oggi i ricercatori ritenevano che le qualità medicamentose del miele fossero attribuibili alla sua densa consistenza (che protegge la ferita dal contatto con l’aria) e al suo contenuto di zuccheri (che rallenta la crescita dei batteri). La microbiologa Rose Cooper dell’University of Wales Institut di Cardiff ha però dimostrato che il trattamento di batteri resistenti agli antibiotici con una soluzione artificiale di miele non è efficace come il trattamento degli stessi batteri con il miele naturale. In quest’ultimo caso, infatti, i risultati ottenuti sono tre volte superiori. Le proprietà antimicrobiche del miele potrebbero allora derivare dagli enzimi secreti dalle api oppure dalla sua acidità o dalla presenza di elementi chimici “ereditati” dal nettare della pianta d’origine. Gli studi continuano, intanto le prime industrie farmaceutiche lanciano sul mercato bendaggi impregnati di miele per trattare le ferite.

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