Ancora strade al nord

E’ uscito l’elenco delle opere di trasporto che il governo intende realizzare dopo l’approvazione della “Legge Obiettivo”. Un programma incompatibile con la tutela dell’ambiente e con uno sviluppo omogeneo del sistema trasporto in tutta la penisola.

Meno burocrazia e più velocità nell’approvare e
realizzare le opere pubbliche, queste le promesse della “Legge
Obiettivo”. Nella scelta delle opere da realizzare con i benefici
di questa nuova legge hanno però prevalso alla grande
criteri esclusivamente economici. Non c’è traccia di una
scelta di carattere politica-ambientale o di una volontà di
investire a lungo termine nelle infrastrutture carenti del
Mezzogiorno.

Secondo i dati pubblicati da Legambiente stanno per essere
sbloccati più di 100mila miliardi di lire destinati alla
realizzazione di 2.000 chilometri di nuovi tratti autostradali. La
quasi totalità di questi investimenti è destinata
alla Lombardia e al Veneto. Al sud gli investimenti vanno soltanto
al potenziamento della Salerno-Reggio Calabria e, naturalmente,
alla realizzazione dell’agognato ponte sullo stretto di Messina. Ma
se non vengono effettuati altri interventi sulla rete stradale
prima e dopo il nuovo ponte, questo rischia di diventare una
cattedrale nel deserto. Poche briciole per il centro, come per
esempio il collegamento autostradale tra Rosignano e
Civitavecchia.

Un’esistenza da Cenerentola sembra il destino delle ferrovie.
L’alta velocità nel tratto tra Torino-Milano-Napoli, che
dovrebbe essere pronto nel 2007, è l’unico investimento di
spessore previsto nell’attuale elenco delle opere da realizzare. E
nonostante gli incidenti successi nei tunnel del Monte Bianco e del
San Gottardo e delle politiche impugnate dai paesi confinanti, nel
settore trasporti merci si punta tutto sulla gomma. Come strategie
da proseguire vengono indicate i raddoppi dei tunnel del Bianco e
del Frejus.

Viene da domandare in che modo il governo intende mantenere gli
accordi siglati con il protocollo di Kyoto. Questo prevede per il
nostro paese una riduzione dell’11% della CO2 e dei gas serra nel
giro dei prossimi 10 anni!

Rita
Imwinkelried

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