Animali e altri attori

Nottetempo, 2006

Animali e altri attori non è solo un divertissement
letterario, un vezzo che si concede chi ha scritto alte pagine del
teatro italiano.

È un libro di confessioni e di esplorazioni sentimentali,
uno sfogo personale – ha detto la stessa Valeri – e mi fa piacere
che riguardi i miei animali.

‘Tutti gli animali vanno in paradiso. Come compensare quella
sterminata legione per una vita così precaria? Con una
felice eternità”: l’attrice sfodera il suo stiletto
irridente contro l’ipocrisia di chi dichiara di amarli per avere il
pretesto per ignorarli. Spietata contro chi ammanta l’eterna scusa
delle allergie ai peli o agli odori, riesce però a parlare
al cuore di chi, come lei, ha trovato negli animali molto
più della semplice compagnia.

Negli animali Franca Valeri trova la virtù sovrumana
della trasparenza, come Zeffirino, uno dei felini più
riusciti di questo libro, gatto felice che non si cura del passare
del tempo e si compiace della sua bellezza, perché se ne
frega. O come Camilla, la sua prima cagna, che in punto di morte
abbraccia Franca dodicenne e le sussurra: ”Ti ho voluto più
bene di quello che sembrava”.

Accanto alla galleria degli animali che hanno accompagnato la
vita lontana dalla ribalta di Franca Valeri trova spazio quello che
Lella Costa ha definito ”uno zoo umano contemporaneo” e che
più prosaicamente la titolazione rubrica come mestieri
perduti. Un capitolo, questo, più intriso di ricordi e di
malinconia: ”Non voglio che si pensi che sono una nostalgica
cronica. Sapeste quanta roba da dimenticare si vive”. Ma il
ritratto del parrucchiere d’altri tempi, o dell’ambulante o del
bottegaio riflettono il rimpianto, e la pena, della giovinezza
scomparsa: ”In questo libro si troveranno tratti che
rappresentano, per il pubblico che mi ama, quello che può
essere Franca Valeri”.

Redazione Eventi

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