Aquiloni nell’alto dei cieli

In Oriente gli aquiloni hanno una tradizione millenaria legata alla religione. Da noi sugli aspetti più tradizionali ha prevalso la parte ludica.

Ce ne sono di tutte le grandezze, forme e colori. Una
varietà infinita di modelli monofilo, a due, tre, quattro
cavi. Mini aquiloni, aquiloni artistici, acrobatici, statici,
sonori, luminosi, flessibili, combattenti, giganti.

Sono stati usati nel corso del tempo per pescare, per trainare
imbarcazioni, per portare cavi da una riva all’altra di un fiume,
per catturare i fulmini, per lanciare messaggi, per spiare in
guerra il nemico, per misurare distanze, per rilevazioni
metereologiche, per fotografare dall’alto.

Guglielmo Marconi, agli inizi del secolo scorso, ne utilizzò
un modello tridimensionale per sostenere l’antenna che gli
consentì i primi storici collegamenti tra Europa e America.
Per orientarsi in quello che si presenta come un vero e proprio
mare magnum del divertimento all’aria aperta, sono nate numerose
associazioni e manifestazioni internazionali, gare di kite surf e
kite sailing (aquilonismo da trazione), stages, negozi
specializzati, libri e tante pagine web dedicate agli aquiloni.

Oggi il loro utilizzo si limita al gioco e alla competizione. Ma
sempre più spesso la progettazione e la costruzione degli
“uccelli del vento”, come vengono chiamati in Cina gli aquiloni,
prima semplici e con materiale come carta e canne, poi fino a forme
più complesse e materiali diversi, fanno parte di
attività di gruppo e di laboratori per le scuole, a partire
da quelle materne, organizzati da associazioni che promuovono
l’aquilonismo.

Poiché la carta è il materiale che offre un numero
infinito di possibilità di modellazione e di trasformazione
ed è per sua natura vicinissima ai bambini, costruire
aquiloni
è diventato un momento di ricerca creativa per
i piccoli, in cui, all’inizio, non servono abilità
specifiche, ma solo voglia di provare e inventare.
Un atto di fantasia che per tutti coloro che si avvicinano a questa
antica arte ha un unico denominatore: imbrigliare la forza del
vento e renderla giocosa e divertente.

La storia dell’aquilone
Le radici soriche degli aquiloni si perdono nella notte dei tempi.
Inventati in Cina intorno al IV sec. a. C, si diffusero rapidamente
in tutta l’Asia, fino alle lontane isole del Pacifico e poi in
Sudamerica, sempre con una forte connotazione magico-animista.

In Cina, oltre che come arma, venivano usati per indicare, con
l’altezza del volo il successo del proprietario nel lavoro. In
Giappone per celebrare la nascita dei bambini. In Thailandia per
scongiurare le inondazioni. In India per i combattimenti rituali.
In Malesia, i wau ( aquiloni), famosi per le loro forme e colori,
erano un passatempo per i coltivatori di riso dopo la messe. In
Polinesia erano il trait d’union tra la Terra e il Cielo, ad
Antigua vengono usati ancora oggi per omaggiare i defunti.

In occidente, l’aquilonismo è arrivato nel XII° sec.
grazie a Marco Polo che portò con sé l’idea dalla
Cina. Se in Oriente l’aquilone fu, e tuttora è, il mezzo
privilegiato per comunicare con le divinità, in Occidente
non ha mai assunto un significato religioso, ma il cavo che viene
tenuto in mano mentre l’aquilone si agita nel cielo, trasmette
tutta la forza e il mistero della natura.

Maurizio Torretti

Articoli correlati