Aranciata senza succo d’arancia!?

Succo d’arancia senza arancia: molti di più sono gli ingredienti che non hanno nulla a che fare con la frutta.

Aranciata senza succo d’arancia!? C’è una proposta di regolamento che intende ridurre, in
certi casi eliminare del tutto, la percentuale minima di succo di
frutta nelle bevande analcoliche, che oggi è del 12%. Per i
produttori di agrumi sarebbe un bel danno; per noi che le beviamo
ancora di più.

La Confederazione italiana agricoltori lancia un allarme in
relazione ad una nuova proposta che intende ridurre la percentuale
di succo di frutta nelle bevande analcoliche. In particolare, viene
prevista la riduzione drastica, se non addirittura totale, di tale
percentuale per le bevande con “denominazione di fantasia”.

Per ipotesi, potremmo trovare nei banconi del supermarket tante
bottiglie colorate di bibita “PASSION” in cui però non
c’è traccia né di passion fruit né tantomeno
di “fruit”: solo aromi, anidride carbonica, polverine e
coloranti.

Se una tale proposta venisse approvata – accusano gli agricoltori –
questo comporterebbe un duro colpo per i produttori agricoli.
Colpiti più duramente sarebbero i produttori di agrumi, che
vantano un notevole giro d’affari legato ai succhi di frutta. E poi
a soffrire sarebbero anche le industrie di trasformazione e quelle
legate a tutto l’indotto. E’ un vero “allarme rosso” quello
lanciato dai coltivatori, che si oppongono alla nuova normativa in
discussione.

Gli agricoltori pensano che proposte così importanti per il
settore ortofrutticolo “dovrebbero essere oggetto di concertazione
sia tra i diversi dicasteri interessati, sia tra questi e le parti
economiche coinvolte nella filiera”. Piu’ in generale tale
iniziativa, secondo i coltivatori, non sembra rispecchiare un “buon
proposito” del Governo, di privilegiare la qualita’ unita a
un’informazione chiara al consumatore.

La notizia è stata pubblicata oggi dal TgFin.

Update: Sul sito della Coop un utilissimo approfondimento.

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