Armanda Verdirame

Argilla, semi e il colore blu indaco sono i materiali principali con i quali Armanda Verdirame crea sculture dalle forme simboliche e naturali.

L’artista plasma l’argilla e da essa crea forme dall’aspetto
molto materico e movimentato, le superfici sono segnate da
lacerazioni e corrosioni che si aprono su strati più
profondi e nascosti. E’ un materiale che a partire dalla Genesi ha
un forte valore simbolico, poiché, secondo questa, Dio
creò l’uomo con l’argilla e gli dette il soffio della vita.
E con l’argilla si fabbricano ancora oggi elementi e oggetti
basilari per la nostra vita fisica, come i mattoni, le tegole e i
piatti per mangiare.

Spesso Armanda Verdirame imprime o cosparge dei semi sulle sue
sculture. Così sul “Foglio del Tempo”, una forma a foglia
fatta di terracotta rossa, ha impresso con dei semi una decorazione
sulla superficie. Imprimendoli sempre a due a due, si è
creato un tracciato che ricorda un passaggio di piedi o zampe. Il
seme significa l’inizio della vita e fa quindi parte, insieme
all’argilla, dei simboli di base della realtà del mondo.
Significativo anche l’unico colore con il quale l’artista lavora,
che è il blu indaco, un pigmento che nella pittura del
Rinascimento italiano veniva usato insieme all’oro per
rappresentare la spiritualità. Con queste sculture viene
così raffigurato la vita nei suoi aspetti materiali, fisici
e spirituali.

Importanti anche le forme scelte per le sculture. Tra queste l’uovo
che, come il seme, sta per l’inizio della vita. Ma Verdirame ha
strette le sue sculture di uova in presse e inchiodate con viti
appuntite che perforano la superficie, lacerando simbolicamente i
tessuti che proteggono l’embrione. Sono sculture che rappresentano
l’intervento dell’uomo attraverso la biotecnologia.
Le bellissime colonne e le stalagmiti invece sono elementi che
collegano terra e cielo. La colonna parte dalla terra e si lancia
verso l’alto, mentre la stalagmite si forma partendo dall’alto e
andando in basso, nell’arco di centinaia di anni.

Rita
Imwinkelried

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