Arte d’Eritrea – Radici e Diaspora

Dal 15 giugno 2002 la prima grande mostra collettiva di arte eritrea.

L’arte africana contemporanea è una presenza significativa
nel panorama
internazionale dell’arte. Non a tutti gli artisti africani sono
però offerte
pari opportunità. Alcuni di loro, ad esempio quelli che
vivono in paesi
disagiati (guerre, povertà, emergenze), non riescono ad
acquisire visibilità, a
conoscere la realtà internazionale, a confrontarsi con i
loro colleghi, a
crescere nella qualità della produzione, rimanendo spesso
entro gli stretti
ambiti della riproduzione della tradizione o della retorica,
comunque di una
ricerca poco fruttuosa. Tanti di loro, in Eritrea in particolare,
cercano di
uscire dagli alvei per dare vita a nuove espressività.
Il senso di questo progetto sta nel cogliere l’esigenza degli
artisti eritrei di
uscire dall’isolamento culturale e tecnologico cui sono stati
costretti dalle
guerre e dalle vicende del loro paese, e nel sostenerli nel
processo di
inserimento nel circuito dell’arte internazionale.
Questa mostra, la prima di arte eritrea contemporanea realizzata in
Europa, è il
frutto di un lavoro di ricerca e catalogazione che valorizza un
terreno finora
inesplorato, presentato nel catalogo dell’esposizione.

La mostra costituisce la prima fase del progetto di cooperazione
“Arte d’
Eritrea. Radici e diaspora”
Nelle fasi successive il Progetto, tramite la realizzazione –
alternativamente in Italia e in Eritrea – di workshop e atelier con
alcuni
Licei Artistici Statali e diversi artisti italiani cooperanti,
intende
valorizzare le capacità creative dell’arte eritrea,
sopravvissuta per
decenni alle guerre e alle devastanti colonizzazioni,
nell’isolamento cultur
ale e tecnologico.

Con la collaborazione della testata “Africa e Mediterraneo”
(promotrice di
numerose importanti iniziative centrate sull’arte africana
contemporanea), l
‘associazione “Heritage” (già nota per aver diffuso in
Italia la causa degli
artisti boscimani) ha raccolto l’invito rivoltole dal Progetto,
contribuendo
significativamente alla realizzazione della grande mostra
collettiva che si
terrà nella villa palladiana di Caldogno, Vicenza; la mostra
diverrà per tre
settimane – dal 15 giugno al 7 luglio 2002 – punto di riferimento
per le
comunità eritree in Italia.

L’importante occasione di approfondimento di un patrimonio
culturale che
affonda le sue radici fin nella preistoria e che è rimasto
fin qui poco
noto, gode del Patrocinio dell’Ambasciata dello Stato d’Eritrea in
Italia, è
sostenuto dai Ministeri eritrei dell’Educazione e del Turismo, si
avvale
dell’appoggio fattivo del Comune di Caldogno e della
sponsorizzazione di
alcune aziende e di privati, è anche seguito con grande
interesse dalla
Regione Veneto, dalla Provincia e dal Comune di Vicenza.

La mostra sarà anche occasione di informazione e di
approfondimento su
alcuni altri aspetti della vita culturale dell’Eritrea, quali
la
letteratura, la musica, l’archeologia, il cinema, l’artigianato, e
perfino
la cucina, con l’intervento di numerosi esperti.

Tra gli obiettivi immediati del Progetto “Arte d’Eritrea – Radici
e
Diaspora” ci sono quelli dell’inaugurazione di un rapporto di
scambio tra i
centri artistici del nostro paese e gli artisti eritrei. Obiettivi
più a
lungo termine sono la creazione di una Scuola d’Arte e di una
Galleria d’
arte contemporanea ad Asmara, e il rilancio del National Museum of
Eritrea,
per troppo tempo rimasto chiuso a causa delle guerre che si sono
succedute e
di cui l’arte e la cultura eritree sono rimaste vittime. La
realizzazione di
incontri con altri artisti africani in sedi come le Biennali di
Dakar e di
Bamako, la diffusione di informazioni sulle attività
archeologiche e
paleontologiche in atto nel paese, il coinvolgimento
dell’Università di
Asmara nella promozione esterna della cultura, la formazione di
artisti che
a loro volta diventino formatori didattici di altri, la costruzione
di
programmi di Intercultura con gli IRRE Veneto e Lombardia, la
costituzione
di un gruppo di artisti impegnati sui temi della “costruzione della
pace”,
la “adozione” di artisti eritrei da parte di scuole e enti
pubblici
italiani, sono altri punti qualificanti del Progetto.

Sono previste la pubblicazione e la presentazione del catalogo
della mostra,
e la realizzazione, entro il prossimo anno scolastico, di stage
presso i
Licei Artistici Statali di Milano e di Vicenza. A questo scopo, i
promotori
del Progetto si sono impegnati anche nella individuazione e
fornitura dei
materiali di consumo utili allo svolgimento dei lavori,
materiali
irreperibili o troppo costosi in Africa.

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