L’Artico perde spessore

Negli ultimi dieci anni (2003-2012) lo spessore dei ghiacci del Circolo polare artico si è ridotto in maniera allarmante a causa dell’aumento della temperatura media.

La conferma della riduzione dello spessore arriva
dall’Agenzia spaziale europea (Esa) che l’8 aprile
2010 aveva lanciato nello spazio il satellite Cryosat 2. Fino ad
oggi, infatti, le cifre ufficiali riguardavano solo l’estensione
della calotta polare. L’ultimo dato di questo tipo risale a
settembre 2012 quando è stato toccato il
record negativo di 3,61 milioni di chilometri quadrati
, circa
la metà rispetto alla media estiva registrata tra il
1979-2000.

 

“Finora si è parlato della ridotta estensione dei
ghiacci artici, ma si avevano pochissime informazioni sul loro
spessore”, osserva il responsabile della missione Cryosat, Tommaso Parrinello.

 

Dal 2008 lo spessore si è ridotto di 4.300 chilometri
cubi in autunno e di circa 1.500 chilometri cubi in inverno, numeri
che, secondo Parrinello, possono essere collegati solo a un aumento
della temperatura media in queste stagioni. A questi dati va
aggiunto il quasi totale scioglimento dei ghiacci più
sottili presenti in una regione della Groenlandia settentrionale e
nel nordest delle isole
Svalbard
(Norvegia).

 

Per avere informazioni più dettagliate ora bisogna
aspettare che i dati forniti dal satellite dell’Esa vengano incrociati
con quelli già a disposizione in modo da creare modelli di
previsione sempre più precisi sul clima che verrà.
Una delle questioni che più preme agli scienziati è
capire se e quando i ghiacci dell’Artico potrebbero sparire durante
i mesi più caldi dell’anno.

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