Gioco d’arte

Il gioco come manifestazione artistica ed espressione che coinvolge il visitatore, arte scherzosa a sdrammatizzare la realtà della vita.

Il gioco come manifestazione artistica ed espressione che coinvolge il visitatore, arte scherzosa a sdrammatizzare la realtà della vita.

L’artista in genere ha un filo più diretto verso il mondo
dell’irrazionale e riesce a distaccarsi da una vita “adulta” per
lasciarsi trasportare liberamente dal flusso delle sue sensazioni e
fantasie.

Nello Studio Azzurro – con sede a Milano – un gruppo di
creativi produce dei video artistici di ricerca. Ha raggiunto
notorietà internazionale con le sue installazioni di schermi
dove i visitatori possono intervenire su forme e colori, cambiando
contemporaneamente anche significati e valori simbolici delle
immagini. Nell’installazione a pannelli che lo Studio Azzurro
espone a Venezia, sempre in un gioco di interazione con il
visitatore, una piuma leggera riesce a dissolvere l’immagine di un
cielo nuvoloso e a far “apparire” un insieme di corpi danzanti. E’
molto affascinante il lato giocoso dell’installazione, cioè
soffiare sulla piuma e vedere aprirsi il cielo nuvoloso. Questo
gesto però nasconde anche un significato, in quanto un gesto
leggero e delicato come muovere una piuma riesce a mettere in moto
il cielo.

Loris Cecchini invece utilizza il gioco per fare ironia
dissacrante. Ha costruito una cella carceraria in materiale gommoso
e l’ha collegata a una pompa d’aria che ne fa vibrare e deformare
le pareti, facendo vacillare concettualmente una certezza della
società di oggi: vedere rinchiuso chi ci disturba.
Quest’opera è nata in seguito a un invito rivolto
all’artista dalla regione Toscana di celebrare il Granduca Leopoldo
di Lorena: nel 1786 è stato il primo politico in Europa che
ha abrogato la pena di morte.

E sempre per gioco si incontrano ovunque nei Giardini della
Biennale famiglie di tartarughe dorate (in plastica) realizzate dal
Cracking Art Group. Spuntando dai cespugli e passeggiando
lungo le aiuole, questi animali dall’aspetto tozzo e rassicurante
invitano i visitatori a immaginarsi tempi passati o, perché
no, futuri con moltitudini di animali.

Rita Imwinkelried

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