Nina Simone – At Town Hall

At Town Hall: uno dei più grandi album live della cantante e pianista jazz Nina Simone.

At Town Hall

 

Il 1959 è l’anno della definitiva consacrazione di Nina
Simone. Già esaltata da pubblico e critica dopo il primo
lavoro Little Girl Blue (1957), che realizza a 24 anni, Nina gode
di tale fama da potersi permettere di aspettare due anni prima di
proseguire le registrazioni in studio.

Di lei si dice che è una rappresentante del classico
pianismo nero, ma come lei stessa ebbe a dire allora: «Fin
dai tempi in cui ero una studentessa di musica non sono mai stata
al corrente di nessun classico pianismo nero, le mie scelte
stilistiche erano completamente intuitive e le potevo attuare solo
perché ero in possesso di una buona tecnica per poterle
eseguire». Comunque sia nel maggio del ’59, dopo aver firmato
per la Colpix Records, realizza The Amazing Nina Simone,
accompagnata al basso e alla batteria dagli stessi musicisti degli
esordi: Jimmy Bond e Albert “Tootie” Heath, e quattro mesi dopo
è alla Town Hall di New York insieme all’Orchestra di Bob
Mersey dove registra l’intera performance. Nina è ora
un’autentica regina e la sua strada sembra essere tutta in discesa.
I due album vengono ora condensati in un’unica pubblicazione che
trova vita grazie alla Jackpot Records accompagnati da uno
splendido libretto con tanto di note originali e belle fotografie
d’epoca. A dare ulteriore completezza al lavoro viene recuperato il
brano Nobody Knows You When You’re Down And Out già presente
nel repertorio di Bessie Smith e rifatto con grande tecnica e
sensibilità, ma stranamente lasciato fuori dalla scaletta di
The Amazing Nina Simone.

Ventiquattro pezzi complessivi regalano uno spaccato di rara
bellezza della tecnica vocale e pianistica di una giovane Nina
impegnata soprattutto a eseguire folk songs e ballate, ma ancora
estranea alla problematica sociale dei diritti civili della sua
gente. L’album apre con Black Is The Colour Of My True Love’s Hair
e prosegue con classici del calibro di Cotton-Eyed Joe, Fine And
Mellow, You Can Have Him, Wild Is The Wind e una doppia versione di
Summertime, di cui una solo strumentale. Con l’orchestra Nina si
lancia anche in brani più squisitamente jazz come Stompin’
At The Savoy, Chilly Winds Don’t Blow e You Have Been Gone Too Long
dal piglio decisamente più swing, ma le emozioni maggiori
provengono da quelle interpretazioni interiorizzate che mettono in
primo piano il lirismo vocale caldo ed emotivo di Nina, capace
davvero di mettere i brividi come nel caso di That’s Him Over There
e The Other Woman.

Roberto Caselli

Articoli correlati