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Uno dei filosofi pi

Montaigne mette al centro della sua riflessione filosofica il
concetto di saggezza come senso del limite della natura umana, da
comprendere e accettare.
Solo in questo modo è possibile progettare un’autentica
convivenza tra ragione e passioni, insomma costruire un sereno
equilibrio interiore.

Nei passi che abbiamo scelto, Montaigne affronta il difficile
rapporto tra vita attiva e solitudine: un tema quanto mai attuale
per l’uomo d’oggi, desideroso di solitudine per ritemprare le
energie o per sfuggire alle deviazioni “maligne” del vivere, ma,
contemporaneamente, travolto dai ritmi insostenibili della
società in cui vive.

La solitudine di cui parla Montaigne non è una costruzione
artificiosa, bensì una naturale predisposizione dell’anima,
che fugge da inautentiche attività, quali l’ambizione,
l’egoismo, il carrierismo esasperato, gli intrighi d’ogni
genere.

Leggiamo alcuni frammenti del nostro filosofo, senza ulteriori
commenti, vista la loro estrema chiarezza:
– “Che non siam nati per il nostro particolare interesse, ma per il
pubblico, riferiamoci direttamente a coloro che sono in ballo; e
che si battano la coscienza, se, viceversa, le condizioni, le
cariche, gli intrighi del mondo non ricerchino piuttosto per trarre
dal pubblico profitto il loro particolare…”

– ” Non è che il saggio non possa vivere contento ovunque,
cioè anche solo in mezzo alla folla di un palazzo; ma, se
può scegliere, ne fuggirà, dice, anche la vista. La
sopporterà, se è necessario, ma, se sta in lui,
eleggerà la solitudine…”

– “Ora lo scopo, io credo, è sempre uno solo, di vivere
più piacevolmente e a proprio agio. Ma non si cerca sempre
bene la strada. Spesso si pensa di avere abbandonato le proprie
occupazioni, mentre le abbiamo solo mutate…”

– “Ora, dopo che cominciamo a viver soli e a fare a meno della
compagnia, facciamo sì che la nostra contentezza dipenda da
noi; svincoliamoci da tutti i legami che ci uniscono agli altri,
conquistiamo su di noi il poter viver soli volontariamente, e di
viverci a nostro agio.”

Fabio Gabrielli

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