Auto da sogno che vanno con qualche goccia d’acqua

Si muovono silenziose sull’asfalto, lasciando qualche goccia d’acqua pura sul loro cammino. Sono auto da sogno con un motore elettrico alimentato ad idrogeno.

Le abbiamo potute guidare in un parco nel cuore di Bruxelles,
durante il secondo e ultimo giorno della Terza Assemblea della
Piattaforma Tecnologica Europea dell’idrogeno e delle Celle a
Combustibile: una manifestazione dalla valenza squisitamente
politica, che cade a ridosso dell’approvazione del Settimo
Programma Quadro di Ricerca. Un modo per “incitare” le istituzioni
europee ad investire risorse nella
corsa globale all
idrogeno.

L’era
dell’
H2 sembra vicina, ma non è proprio dietro
l’angolo. Ci vorranno ancora diversi anni prima di ordinare auto ad
idrogeno in un concessionario o di comprare pile a idrogeno per un
laptop o un cellulare.

Anche l’Italia
si sta allenando per questa gara
. Probabilmente non
saranno Lombardia e Piemonte a vincerla, ma è bene
partecipare per ritagliarsi uno spazio nel mercato del futuro.

La Regione Lombardia ha presentato a Bruxelles due progetti che
entro l’anno prossimo porteranno l’idrogeno a Mantova e in zona
Bicocca a Milano.

I mantovani potranno già vedere la stazione di servizio
con tanto di mini-flotta d’auto a idrogeno la prossima primavera,
secondo Roberto Canobio, referente della Regione Lombardia per Zero
Regio: un progetto europeo che sarò realizzato prima a
Francoforte e poi a Mantova. Ed entro fine anno anche nel nuovo
quartiere universitario si vedranno tre auto della Regione targate
H2, una stazione di servizio e un sistema di illuminazione
alimentato ad idrogeno. A differenza di Mantova, però, le
auto non avranno un motore elettrico, ma un motore a scoppio
alimentato ad idrogeno.

Nel frattempo la Regione Piemonte si sta muovendo sul versante
della miniaturizzazione con il progetto Microcell, che ha lo scopo
di sviluppare un sistema di celle a metanolo per le batterie di
computer portatili e cellulari.

L’idrogeno è un bel sogno quasi a portata di mano, ma al
di là della volontà politica di svezzarsi dal
petrolio, restano ancora da risolvere alcuni problemi in fase di
produzione, stoccaggio, distribuzione e regolamentazione.

Gianluca
Cazzaniga

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