Aziende ed ecosostenibilità: ecco le tendenze

Come si stanno rapportando le aziende, in particolare quelle della grande distribuzione, in Italia e nel mondo anglosassone, nei confronti dell’approccio “green”? Differenze, case history e trend al centro dell’incontro “La responsabilità sociale nel Retail: i sentieri di sviluppo ecocompatibili”

Le nuove tendenze in atto oltreoceano in tema di ecosostenibilità. Questo il tema al centro dell’incontro “La responsabilità sociale nel Retail: i sentieri di sviluppo ecocompatibili”, svoltosi nella mattinata di mercoledì nella sede de “Il Sole 24 Ore” di via Monterosa 91 a Milano.

Nel corso del convegno sono state prese inoltre in esame alcune “case history” di aziende appartenenti alla grande distribuzione (Gdo) che hanno deciso di adottare protocolli di ecosostenibilità. Un problema comune è rappresentato dalla mancanza di uno standard globale per quanto riguarda la sostenibilità, ovvero di un indice riconosciuto e applicabile internazionalmente.

Da oltreoceano proviene dunque l’input, anche da parte delle aziende, di coinvolgere istituzioni, Ong e università per uscire dall’incertezza ed evitare che chiunque, anche privo di titoli o certificazioni, possa fregiarsi dell’aggettivo “ecosostenibile”.

Nel mondo anglosassone della grande distribuzione l’ecosostenibilità è trattata con semplici parole-chiave, a cui corrispondono determinate azioni e iniziative, a partire dalla trasparenza dei differenziali di prezzo dei prodotti “bio” in modo da arrivare al consumatore lasciando ad ognuno la libertà di scegliere: se il 70% degli americani ritiene infatti che l’approccio green sia sinonimo di una strategia di marketing è evidente che qualcosa non va. Una delle possibili soluzioni emerse dal convegno va nella direzione dell’informazione e della comunicazione in tema di ecosostenibilità verso il cliente: messaggi e parole semplici collegati a iniziative “eco” possono dunque rappresentare una nuova era per questo tipo di approccio.

In questa direzione qualcosa si sta muovendo anche nel nostro paese: secondo alcuni ricerche la conoscenza dei prodotti sostenibili si sta diffondendo all’interno della società, anche se all’interno della fascia maggioritaria, ovvero quella che risponde “Il prodotto ecosostenibile?Sì, ma…”, permane uno scetticismo frutto spesso di scarsa informazione: molti consumatori interrogati a questo proposito hanno infatti ammesso di non comprare prodotti sostenibili perché non sapevano dove trovarli oppure perché non li conoscevano. Secondo altre indagini di mercato inoltre è falso il “mito” secondo cui l’acquisto di prodotti bio ed ecosostenibili farebbe impennare il budget della spesa: attraverso dei “crawler”(software che analizza i contenuti di una rete o di un database in un modo metodico e automatizzato, in genere per conto di un motore di ricerca) è emerso che molte famiglie che acquistano prodotti bio ed “eco” hanno mantenuto lo stesso budget di spesa antecedente alla scelta ecosostenibile: a cambiare dunque non è stata la spesa sostenuta ma la modalità di acquisto.

Quali mass media veicolano maggiormente il messaggio dell’ecosostenibilità in Italia? Nell corso del convegno sono state prese in esame alcune ricerche che hanno visto una sostanziale predominanza di internet come veicolo di informazioni sulla sostenibilità (60 per cento), seguito da giornali, riviste e tv (rispettivamente 39, 37 e 32 per cento) e da famiglia e amici (16%). Quest’ultimo dato appare in controtendenza non solo rispetto alle abitudini del Belpaese, dove le relazioni familiari e di amicizia costituiscono un primo banco di prova per le notizie, ma anche rispetto agli altri paesi europei (25 per cento) e al resto del mondo (28%).

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