Bambini inquinati

“Stop a giocattoli e accessori in Pvc”, Greenpeace mette in guardia l’Italia sui rischi cui sono sottoposti i bambini.

Nel 1997 Greenpeace ha lanciato in Italia l’allarme sui rischi ai
quali vengono esposti i bambini che usano giocattoli realizzati in
Pvc, specie in Pvc morbido. In 63 campioni di giocattoli per la
prima infanzia sono stati trovati 5 componenti tossici, tra questi
ftalati, usati per rendere morbida la plastica. Si tratta di
sostanze che migrano con facilità dal prodotto al bambino,
attraverso il semplice contatto, ancora di più se il bambino
lo mette in bocca e quindi o per masticazione o per suzione ne
ingerisce una parte. I ftalati sono stati banditi nel 1999 nei
prodotti per la dentizione a livello europeo perchè possono
causare danni al fegato, ai reni e ai testicoli.
L’allarme lanciata allora da Greenpeace, “Stop ai giocattoli in
Pvc”, era stato ripreso da quotidiani e televisioni. In seguito
Solvay Italia e Evc hanno iniziato una campagna legale contro
Greenpeace, accusandola di diffamazione, incitamento al
boicottaggio, lesione della reputazione economica ed altro
chiedendo danni per 600 miliardi. Solvay Italia e Evc (European
Vinyls Corporation, una joint venture tra Ici e Enichem)
rappresentano il 60% del mercato Pvc in Italia. E’ di questi giorni
la notizia che tale richiesta di risarcimento è stata
respinta dal Tribunale di Roma.

Sempre di questi giorni è la notizia che riporta i risultati
delle analisi fatte fare da Greenpeace da un laboratorio olandese
su oggetti per bambini come pigiami, biberon, giocattoli e su
vernici, deodoranti e prodotti di pulizia per interni. “Abbiamo
trovato il nolifenolo, una sostanza che interferisce con il Dna
umano e danneggia la produzione di sperma nei mammiferi, in 5 paia
di pigiami che abbiamo analizato”, racconta Vittoria Polidori,
responsabile campagna inquinamento Greenpeace, “inoltre tutti i
vestiti per bambini testati contengono gli ftalati. I livelli
più alti sono stati trovati nel pigiama “Tigre” della
Disney”. In un biberon di “Toys-R-Us” è stato riscontrato il
bisfenolo A che perturba il sistema ormonale. Vari composti tossici
sono stati trovati anche nei prodotti per la pulizia e nei
deodoranti.

Cosa si può fare? Da un lato sperare nella
sensibilità all’argomento da parte della Commissione Europea
che presenterà il 29 ottobre la nuova legislazione sulla
chimica (REACH): Dovranno eliminare dalla lista le sostanze
pericolose per sostituirle con altre più sicure per la
salute. La nuova legislazione diventerà legge nel 2005.
Dall’altro lato si trovano sul mercato tanti prodotti realizzati
con materie prime non nocive. Anche i grandi magazzini hanno
cominciato a vendere abbigliamento per bambini di cotone bio a
prezzi accessibili. Facendo la spesa con attenzione, si possono
evitare comunque le sostanze che fanno male alla salute.

Rita
Imwinkelried

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