Banane eque e solidali: dal 7 maggio ?diritti che parlano!?

La coltivazione delle banane in monocoltura è responsabile di inquinamento ambientale e sfruttamento dei lavoratori.

La banana è il frutto tropicale più consumato al
mondo: in Italia è il secondo in assoluto dopo la mela. Un
giro d?affari di miliardi di dollari, grazie al quale alcune delle
multinazionali che controllano il mercato hanno un potere economico
superiore a quello dei paesi in via di sviluppo nei quali sono
impiantate.

Le condizioni di lavoro nelle grandi piantagioni sono
difficilissime: i braccianti lavorano 10 ore al giorno, a stretto
contatto con pesticidi e sostanze chimiche durante tutta la catena
di produzione.
I salari minimi previsti dalle leggi di lavoro nelle piantagioni
non sempre sono rispettati: sfruttando l?assoluta precarietà
del posto di lavoro, le multinazionali riescono a pagare i
braccianti anche meno di 1 euro al giorno. I diritti sindacali e le
assicurazioni di infortunio o di malattia, la tutela nei confronti
della maternità sono scarsissimi o sistematicamente negati.
L?utilizzo di manodopera infantile e la discriminazione delle
lavoratrici sono comuni.

Ma anche il diritto dei consumatori di banane a un?informazione
trasparente e alla rintracciabilità della filiera del
prodotto è ancora un?utopia. Nel migliore dei casi, sappiamo
appena da quale paese proviene il frutto che stiamo mangiando.
Nessun cenno su chi l?ha prodotto, sulle condizioni dei lavoratori,
sull?uso di sostanze chimiche nel corso della coltivazione.

Ecco perché la campagna nazionale sulle banane eque e
solidali lanciata da Ctm altromercato si chiama ?Diritti che
parlano?: i diritti dei piccoli produttori nel Sud del mondo, ma
anche dei consumatori del Nord, ad un mercato delle banane
più giusto e trasparente.

L?iniziativa viene lanciata in 200 piazze italiane il 7 maggio,
e proseguirà per tutto il mese nelle botteghe Altromercato.
Un mese di informazione sulle problematiche legate alla produzione
e commercializzazione delle banane, e di promozione delle banane e
mini-banane eque e solidali, prodotte senza sfruttamento dei
lavoratori e dell?ambiente, a prezzo e filiera trasparente per il
consumatore.
Inoltre, la campagna prevede il lancio di petizioni locali per
sensibilizzare le amministrazioni pubbliche rispetto al commercio
equo e solidale, e richiedere l?utilizzo di prodotti equi nelle
mense scolastiche.

Per informazioni www.altromercato.it

Gaia Garancini

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