Bambini e cibo

Il gusto alimentare si forma nei primi mesi di vita. Il latte materno nutre i bambini e lo abitua ai diversi sapori degli alimenti.

Uno studio dei ricercatori del Monell Chemical Senses Center di
Philadelphia rivela che le antipatie e le simpatie per i cibi si
sviluppano nei primi mesi di vita, quindi già prima dello
svezzamento dei bambini con cibo solido. Pubblicata nel numero di
aprile di “Pediatrics” la ricerca ha previsto la somministrazione
ai bambini di due diversi alimenti per l’infanzia, simili nel
contenuto di nutrienti ma differenti nel gusto: uno, più
saporito, a base di latte, dal sapore dolce simile ai cereali;
l’altro a base di una proteina idrolisata, “predigerita” e quindi
più facilmente assimilabile, ma meno dolce. Dopo sette mesi
di somministrazione, l’alimentazione è stata invertita con
il risultato che i bambini hanno fortemente rifiutato il nuovo
alimento, diverso nel gusto. “I risultati di questo esperimento”,
dice Julie Mennella, autrice della ricerca, “rivelano che le
abitudini alimentari dei bambini si formano molto prima
dell’assunzione di cibo solido”.

Ancora una volta emerge come l’allattamento materno, differente
ogni giorno nel gusto grazie alla varietà dei cibi mangiati
dalla madre, assicuri quel ventaglio di sapori utile a facilitare
lo svezzamento e indispensabile per impostare le basi di una
variata e sana alimentazione.

In tema di allattamento materno, la ricerca condotta dal Great
Ormond Street Hospital for Children di Londra e pubblicata su
“Lancet” evidenzia che già dalla primissima infanzia
è possibile, attraverso l’allattamento al seno, proteggere i
neonati dal rischio di sviluppare aterosclerosi e malattie
cardiovascolari da adulti.

Lo studio è stato effettuato monitorando due gruppi di
adolescenti: uno allattato al seno, l’altro con latte formulato.
Sul totale di 216 adolescenti è emerso che il gruppo
allattato al seno presentava livelli inferiori di lipoproteina e
proteina C-reattiva, due sostanze che, in alte concentrazioni nel
sangue, sono associate alla presenza di aterosclerosi. Il campione
allattato al seno, inoltre, presentava livelli di colesterolo
cattivo (Ldl) del 14% più bassi rispetto a quello buono
(Hdl).

Paola
Magni

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