Belle, belle, belle senza crudeltà

Dall’11 marzo sono proibite in Europa le crudeltà sugli nomali per i test. Insomma da oggi é vero reato, finalmente una bellezza pulita e sincera

“Bella sì”, ma da oggi senza crudeltà. Mai
più. Un velo d’ombretto, una crema di bellezza, un soffio di
profumo: inconsapevolmente (o no), il gesto più malizioso e
innocente,
dolce e intimo del truccarsi
comportava fino a ieri,
per tanti, troppi animali, sofferenze brucianti.

I rossetti venivano fatti ingoiare a conigli, i loro occhi, che
non possono lacrimare (i conigli non hanno canale lacrimale)
irrorati con tutte le
sostanze irritanti
degli ingredienti cosmetici; lo
smalto per unghie, spennellato sul dorso spellato di altre
cavie…

Dall’11 marzo 2005, è proibita la commercializzazione in
Europa di tutti i cosmetici, dalle creme di bellezza ai dopobarba,
dai trucchi ai profumi,
sperimentati con vivisezione
, che siano costati la
pelle agli animali.

Da dieci anni, un centro scientifico di referenza europea sito a
Ispra (Va) si è occupato di raccogliere e convalidare a
livello legale e regolamentare
tutti i metodi scientifici
che sostituiscono i test
“in vivo” (così si chiamano gli esperimenti sulle cavie):
dai test “in vitro” (su colture cellulari) ai modelli molecolari
computerizzati, fino ai test clinici. D’ora in poi, questi, e solo
questi, saranno legalmente usati per stabilire, durante i trial di
sicurezza, l’innocuità e gli effetti benefici delle creme di
bellezza.

Questo però non significa che, da oggi, il coniglietto
felice che compare come simbolo sulle confezioni dei
cosmetici cruelty-free
saltellerà felice su
tutti gli altri.

Occorre un po’ d’attenzione.

Innanzitutto, i prodotti attualmente in produzione e vendita non
scompariranno dagli scaffali delle profumerie, fino ad esaurimento.

Addio coniglietto, e grazie! Il simbolo del coniglietto felice e
la scritta “non testato su animali” potrebbero scomparire da tutte
le confezioni, poiché il “non essere sperimentati su
animali” è una caratteristica ormai obbligatoria per legge.
I cosmetici naturali hanno spesso anticipato di anni questa
disposizione, utilizzando per la maggior parte ingredienti
naturali, estratti vegetali, oli essenziali, fitoderivati. D’altro
canto, i componenti chimici artificiali più aggressivi dei
prodotti “normali” sono sempre stati testati su animali. Scegliendo
i prodotti delle case cosmetiche che puntano sulla
naturalità, si incoraggiano i migliori processi produttivi,
i migliori ingredienti, la qualità, l’attenzione, il
rispetto.

Ma, soprattutto, il divieto di fare i test sugli animali
riguarda solo i prodotti finiti “made in Europe”.
I cosmetici e
i singoli ingredienti
prodotti in America, in
Giappone, insomma fuori dall’UE, quelli potranno continuare a
essere testati su animali, e ad essere causa di sofferenze.

Come riconoscerli? Su molte confezioni si trova
scritto “made in Italy”, “made in France”, “made in England”. La
medesima informazione si può avere dai primi due numerini
del codice a barre, cioè il codice dello stato (80, ad
esempio, è riservato all’Italia). “80 – 83
significa “made in Italy”; “30 – 37“, Francia;
40 – 44“, Germania; “50“, Gran
Bretagna. Questi numeri significano “made in Europe”.
Significano “no esperimenti su animali”.

Se invece vengono dagli USA o dal Giappone (numeri
00-13” USA e Canada, “45
Giappone), forse sono ancora testati.

Se verranno messi in commercio prodotti le cui diciture in

etichetta
non corrispondono al contenuto, agli
ingredienti o alla loro provenienza, scatterà il sequestro
nazionale per frode in commercio, da codice penale.

Insomma, è arrivato il giorno in cui sperimentare sugli
animali può essere reato.

Un giorno bello, di vera bellezza.

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