Belli come la luce, lievi come la neve

Libri e letture da non perdere.

L’uomo che fece ritorno
Ikezawa Natsuki
Einaudi, pp. 227

Quattro straordinari racconti metafisici vividi e appassionati di
un grande talento della narrativa giapponese di oggi che per la
prima volta viene tradotto in Italia. Un libro ammaliatore in cui
si trovano intrecciati tecnologia e spiritualità, dimensioni
altre assai lontane dal nostro piccolo ego limitato, dove l’anima
si fonde con il Tutto, pervasa da un’armonia sconosciuta alla
natura umana. Un libro che possiede una forza e una capacità
di suggestione uniche ed esercita su chi legge un potere misterioso
e irresistibile.

Dire il canto
I gitani flamencos dell’Andalusia
Caterina Pasqualino
Meltemi, 2003, pp. 357

L’Andalusia, regione con una secolare tradizione culturale
improntata alla multietnicità, è il luogo dove il
popolo gitano ha trovato le condizioni più adatte per la
propria integrazione. E il flamenco, genere musicale la cui storia
è ancora oggi difficile da indagare, rappresenta
l’esplicazione profonda di una filosofia di vita, il modo teatrale
dei gitani dell’Andalusia di raccontarsi , di esprimere la
coscienza dolorosa dell’esistenza (nascita, vita, morte, destino,
amore passione, sensualità, peccato, libertà) ,
rifuggendo come fanno da secoli, l’uso della scrittura per affidare
la memoria alla voce e al canto, alla musica e alla danza,
poiché la tradizione orale veste le cose di carne e colore,
dà sangue allo scheletro del passato. Per questo i
flamencos, gitani dell’Andalusia meridionale, con i quali l’autrice
ha condiviso momenti della loro vita, sono famosi come cantanti,
danzatori e chitarristi: grazie all’arte di coniugare diversi modi
di sentire si sono spinti là dove il suono e la vita si
fondono in un’unica cosa. Per contribuire a una migliore conoscenza
della cultura gitana, l’autrice, antropologa e ricercatrice, ne
descrive i riti e le feste, l’organizzazione e la
spiritualità, dando al suo libro un insostituibile valore di
documento testimonianza.

Tre giorni e un bambino
Abraham B. Yehoshua
Einaudi, pp. 90

Ze’ev e Yali dovranno vivere insieme per tre giorni. Ma tre giorni
potrebbero significare un’eternità se il piccolo Yali, un
bambino di tre anni, non fosse il figlio della donna che è
stata il più grande amore di Ze’ev, studente di matematica
fuori corso. Ambientato a Gerusalemme, il racconto è
soprattutto la storia di una prova che il protagonista deve
superare per diventare adulto e chiudere con il suo passato, per
entrare in sintonia con le leggi della natura, soprattutto con
quella della riproduzione. E tre giorni, tanto dura l’apprendistato
di Ze’ev, si trasformano in una esperienza unica in cui un sottile
desiderio di vendetta nei confronti della donna che l’ho ha
lasciato si alternano a sentimenti contrastanti di cura negligente
e affetto incontrollato nei riguardi del piccolo Yali, il cui
soggiorno diventa una specie di roulette russa. Una piccolo libro
aperto, divertente, tragicomico.

Grande seno, fianchi larghi
Mo Yan
Einaudi, 2002

Un romanzo poetico e commovente, un omaggio alla propria madre e
alle proprie radici. Sullo sfondo di una Cina feudale e primordiale
legata ai vecchi codici, ha inizio una saga familiare ricca di
vicissitudini, caratterizzata da lenti ma ineluttabili cambiamenti
sociali e spinte generazionali. I protagonisti, figli e nipoti
degli Shangguan, passeranno attraverso i rivolgimenti dell’era
maoista per arrivare a quella dell’odierno capitalismo di stato,
affrontando gioie e speranze, illusioni e dolori. La scrittura
densa, maieutica, del più autorevole scrittore cinese
vivente (autore di Sorgo rosso) cattura e incanta, intreccia il
grande al piccolo, esplora con maestrìa universi emotivi
densi di ombre, sfumature dolenti, esistenziali prese di coscienza.
Il romanzo è stato censurato in patria per l’esplicita
crudezza delle testimonianze.

Le nuvole dell’Atakora
Marco Aime
Edt, Torino, pp. 123

Il volumetto è una perla, si legge d’un fiato e si rimane
stregati da quella che l’editore definisce una moderna favola
etnografica. La storia, inaspettata, è capitata all’autore
nel corso di una ricerca sul campo, una storia che lo ha coinvolto
sul piano personale e che ha voluto raccontare in un libro. Il
posto è un villaggio sulle colline del Benin settentrionale
dove le autorità locali vogliono dismettere il vecchio
mercato di paglia e fango per sostituirlo con uno di lamiera e
cemento. Dall’incontro del curioso antropologo con un cantastorie
nasce il racconto, popolato di saggi, spiriti guerrieri, antichi
rituali. E il piccolo mercato di Seseirhà diventa, in piena
epoca di mercati globali, il simbolo della lotta contro l’arroganza
del potere per la difesa della propria identità culturale. I
proventi derivati dai diritti d’autore del libro saranno devoluti a
favore della scuola di Seseirhà.

Maurizio Torretti

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