Bhopal: un crimine contro l’umanità

Gli effetti di quell’orribile notte del 2 dicembre del 1984 si protraggono ancora oggi sulla salute di persone ambiente. E il processo penale ha tutelato i responsabili.

Secondo alcuni dati recenti sarebbero oltre 200 mila le persone che
soffrono ancora le conseguenze dell’esposizione al micidiale Mic
(Methyl-iso-cynate), l’isocianato di metile, uno dei componenti
più pericolosi prodotti dalla chimica industriale.
I fatti di Bhopal, capitale del Madhya Pradesh, un territorio
grande quasi quanto la Francia, situato nel cuore dell’India, sono
largamente noti. Durante la mezzanotte del 2 dicembre 1984,
più di mezzo milione di persone furono esposte ad una
miscela di gas velenosi provenienti dallo stabilimento di pesticidi
della Union Carbide Corporation, gigante statunitense della
chimica. All’origine del disastro una serie di negligenze verso i
sistemi di sicurezza della fabbrica collocata in un’area molto
popolata. Dopo la sciagura la multinazionale ha chiuso e
abbandonato lo stabilimento. Ancora oggi, più di 5000
persone, vittime del gas bevono acqua contenente mercurio e altre
sostanze tossiche. Oltre ad essere un terribile pesticida il Mic
è un potente cancerogeno umano. In questi anni la
popolazione di Bhopal esposta al Mic ha contratto malattie croniche
e deformanti, spesso mortali. La Union Carbide Corporation, che a
febbraio di quest’anno si è fusa con la Dow Chemical
Company, ha negato ogni responsabilità e non ha voluto
svelare finora informazioni sulla composizione esatta dei gas, in
quanto considerate “segreti industriali”, informazioni senza le
quali non può essere realizzata una strategia di cura per le
tante malattie consecutive all’esposizione.

Il processo penale è stato lento e frustrante. I tribunali
americani si sono rifiutati di occuparsi del caso e, dopo molti
rinvii, la Corte Suprema indiana, che ha sempre protetto gli
interessi del colosso americano, nel 1989 ha stabilito un accordo
negoziato di 470 milioni di dollari, riconfermato nel 1991. Una
riabilitazione economica insignificante e inadeguata. E
naturalmente nessun procedimento penale a carico dei responsabili.
La lista dei torti inflitti alle vittime è molto lunga. Per
questo motivo si moltiplicano le iniziative e le azioni militanti
che chiedono giustizia e il sostegno dell’opinione pubblica
internazionale per non dimenticare quella terribile notte del 2
dicembre del 1984.

Maurizio Torretti

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