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BIO contro OGM: le regole del bio

Le regole del bio : questi i principi su cui si basa la pratica agricola biologica, caratterizzata da un atteggiamento di rispetto nei confronti della terra e del suo lavoro.

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BIO contro OGM: le regole del bio

  • Uso delle difese proprie delle colture e del suole per la
    prevenzione da parassiti, malattie, erbe infestanti; uso delle
    consociazioni vegetali.
  • Mantenimento dell’equilibrio del terreno.
  • Fertilizzazione del terreno (e non delle piante) soltanto con
    materie organiche e minerali naturali.
  • Uso di tecniche di lavorazione dolci: il terreno è un
    organismo vivente.
  • Esclusione della monocoltura e trasformazione dell’azienda
    agricola in un organismo differenziato, ecologicamente completo e
    perciò complesso (vegetazione, insetti, fauna, bosco, siepi,
    fossi).
  • Coltivazioni esenti da prodotti chimici di sintesi (cioè
    artificiali, costruite nei laboratori chimici).

In sostanza l’agricoltura biologica è andata alla ricerca di
come funziona la natura, nei suoi delicati meccanismi, per poter
produrre alimenti per l’uomo in modo continuo, senza rischiare di
rovinare il terreno. Si vuole cioè che anche i nostri figli
e i nostri nipoti possano utilizzare lo stesso nostro terreno. E
questo avviene solo se si producono alimenti rispettando le leggi
ecologiche del terreno stesso.
Dunque si cura innanzi tutto il terreno, considerandolo un
organismo vivente e non un substrato inerte.

Questi i punti principali da rispettare per la difesa delle
specie coltivate e dei terreni.

  1. il mantenimento dell’equilibrio fisico, chimico e biologico del
    suolo. Terra malata produce piante malate; terra sana fa crescere
    piante più resistenti.
  2. la scelta di specie adatte al clima e al luogo. Di ogni specie
    si sceglieranno varietà locali, anche se dovessero rendere
    meno di quelle superselezionate.
  3. le consociazioni vegetali. Una grande conquista è quella
    di mettere a coltivazione piante diverse, in stretto contatto.
    Ciò comporta una miglior difesa dai parassiti, dalle
    malattie e rese maggiori. Per esempio la dorifora danneggia molto
    meno le patate se queste sono circondate da orzo. Pertanto: no alla
    monocoltura.
  4. la semina di piante concorrenti con quelle infestanti, per
    occupare preventivamente la loro porzione di suolo.
  5. scelta accurata dei tempi di lavorazione del terreno.
  6. l’eliminazione di tutte le condizioni che favoriscono il
    parassitismo, il cattivo drenaggio dell’acqua, la ripetizione della
    stessa coltura sullo stesso terreno, l’uso di letami non
    compostati.
  7. l’esclusivo uso sul terreno di operazioni meccaniche oppure di
    preparati antiparassitari vegetali minerali di provenienza
    naturale.

La salvaguardia del terreno deve avvenire attraverso la rotazione
delle culture, la concimazione verde, la copertura del suolo con
uno strato di vegetali o paglia. Fertilizzare soltanto in modo
organico, sapere che il terreno agrario è un sistema
ecologico complesso e delicato: tutto questo è agricoltura
biologica.

Tratto da:
Ist. Biologico Italiano, MiniGuida all’agricoltura biologica

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