Bio: la crescita di un mercato tra moda e cultura

L’Italia dimostra un orientamento sempre più forte verso il bio e attesta una crescita delle vendite

Il mondo del biologico italiano in quindici anni è
profondamente cambiato.
Nel 1985 il terreno coltivato senza l’uso della chimica, copriva
una superficie di cinquemila ettari. Nel 2000, la superficie
dedicata a biologico ha superato il milione di ettari, e
rappresenta oggi il 6,5% della superficie agricola nazionale
utilizzabile. Questo dato la dice lunga sullo sviluppo che questo
mercato ha registrato in un tempo, tutto sommato, piuttosto breve,
confermando che non si tratta solo di un fenomeno dettato dalla
moda del momento.

L’Italia, oggi primo produttore di alimenti biologici a livello
europeo sia per quanto riguarda il numero di aziende certificate
che per superficie coltivata, dimostra un orientamento sempre
più forte verso il biologico. Le aziende italiane
certificate sono passate da settemila, dato relativo al 1995, a
sessantamila nel 2000: solo negli ultimi 6 mesi del 2000 la
crescita è stata del 10%.

Un mercato che inizia a essere interessante anche dal punto di
vista del fatturato: 2.800 miliardi in questo ultimo anno, dei
quali circa 2.000 realizzati dal mercato interno e 800 dall’export.
I nostri prodotti bio viaggiano principalmente verso il nord
Europa, in particolare verso Germania e Inghilterra.

I consumi, che nel 1999 erano intorno al 5%, quest’anno potrebbero
aver raggiunto l’8%.
Dai confermati anche dalla grande propensione verso i prodotti bio,
dimostrata dai consumatori durante le indagini di mercato
dell’ultimo anno.

Per quanto riguarda i prodotti acquistati, vengono per primi i
prodotti freschi, come frutta e verdura, seguiti da pane, pasta e
riso, marmellate, biscotti, uova, latte e derivati.
La maggior parte degli acquisti avviene attraverso la grande
distribuzione (45%) e i negozi specializzati (25%); questo anche
perché, mentre è considerevolmente aumentato il
numero dei supermercati – da 136 del 1996 a 1439 del 2001- i negozi
specializzati sono aumentati di poco, passando da 800 del ’99 a 986
di oggi.
Il restante 30% degli acquisti viene effettuato “in cascina”
direttamente dai produttori oppure nei mercatini biologici di
piazza, sempre più diffusi nelle nostra città.

Betty Pajè

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