Bioarchitettura. Terra e paglia nel cuore della Sardegna

Un progetto di abitazione a Vallermosa ha in programma non solo l’utilizzo di materiali e di tecnologie costruttive della propria terra, ma anche mutua collaborazione e cooperazione, secondo i veri canoni della bioarchitettura.

Il progetto, redatto dagli architetti Garau e Piras, nel comune di
Vallermosa (CA) prevede la costruzione dell’abitazione su due
livelli: al piano terra si sviluppano la cucina, il soggiorno e due
camere, al primo piano un atelier, esternamente un laboratorio per
i prodotti agricoli dell’azienda.

I corpi di fabbrica dell’abitazione e del laboratorio sono
collegati da un loggiato e sono disposti in modo da formare una
corte aperta orientata verso sud.

La struttura costruttiva di ogni edificio è formata da
fondazioni e zoccolature in pietra con malta di calce, mentre i
muri portanti sono realizzati in blocchi di terra cruda.

I solai, così come il tetto, sono realizzati in legno di
castagno sardo. Con lo stesso materiale sono stati realizzati i
serramenti di porte e finestre. Ulteriormente il tetto è
costituito da un incannicciato, da pannelli termoisolanti, da una
intercapedine ventilata e un manto di tegole sarde.

La climatizzazione degli ambienti è ottenuta secondo
processi naturali, grazie alla disposizione delle aperture, che
consentono una ventilazione ottimale. Inoltre il loggiato, diventa
un elemento di regolazione del clima poiché in estate, nelle
ore più calde della giornata, protegge dal sole la zona
giorno e consente il passaggio dei raggi solari d’inverno.

I clienti volevano una casa con un loggiato ad archi: uno spazio
dove fosse possibile vivere sia di giorno che di sera, addirittura
anche d’inverno nelle ore più calde. Uno spazio dove fosse
possibile lavorare, mangiare, riposare e ricevere le persone.

I committenti hanno scelto di realizzare i muri portanti in mattoni
di terra e paglia essiccati al sole. Tale scelta è avvenuta
perché essi volevano mantenere una continuità
generazionale, infatti i loro nonni abitavano in case costruite con
questo materiale e ne conoscevano bene le qualità.
Piaceva soprattutto la possibilità di ottenere muri spessi
anche 40 cm, solidi, rassicuranti e capaci di garantire la
salubrità degli interni, di “generare” fresco d’estate e,
viceversa, capacità di conservare il calore d’inverno.

Nella produzione di questi mattoni sono stati coinvolti sia i
familiari che gli amici, cosi come si faceva in passato in
occasione della costruzione della casa.

Silvano Piras

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