Biodiversità e razze autoctone lombarde

Privilegiare animali che pur producendo meno offrono garanzie di maggiore qualità.

La tutela della biodiversità rappresenta uno degli obiettivi
fondamentali dello sviluppo sostenibile e può essere
perseguita, in ambito zootecnico, favorendo l’introduzione di razze
autoctone, valorizzando tecniche di allevamento estensive ed
attribuendo agli allevatori l’importante ruolo di “sentinelle a
presidio del territorio”.

A fronte di un’agricoltura sempre più intensiva, che
utilizza poche razze fortemente selezionate per ottenere elevate
produzioni, gli equilibri dell’ecosistema e la biodiversità
possono essere garantiti prediligendo animali più adatti al
pascolo, che producono meno ma sicuramente con una maggiore
qualità. Non bisogna poi dimenticare che la scelta di questo
tipo di allevamento è motivata anche da esigenze di natura
sociale, economica, culturale e turistica.

Le specie zootecniche “minori”, quella caprina in particolare,
appaiono le più indicate a questo scopo. Il loro basso peso
economico, a differenza di quanto è avvenuto per i bovini e
i suini, ha comportato uno scarso interesse a selezionare poche
razze molto produttive, fatto che ha reso possibile la
sopravvivenza di popolazioni locali non influenzate, almeno fino in
tempi recentissimi, dalla standardizzazione dei tipi genetici ed
allevate nell’ambito di sistemi pastorali.

In Lombardia nei decenni trascorsi sono scomparse sotto i nostri
occhi razze suine (Maiale di Garlasco), equine (Samolicana) ed
ovine (Varesina).

Solo le capre, relativamente indisturbate nelle loro nicchie
territoriali, sono rimaste a rappresentare, insieme alla razza
ovina Bergamasca, il patrimonio zootecnico autoctono della
Lombardia, che ammonta a circa 12.000 capi distribuiti in 600
aziende della montagna lombarda. La Bionda dell’Adamello è
presente nella media Valcamonica e in Val di Scalve La Verzaschese
nella montagna varesina (Veddasca) e nelle valli del’alto Lario
Occidentale, l’Orobica in Valsassina, Valvarrone, Val Gerola, Val
Tartano, Alta Valle Brembana, la Frisa Valtellinese in Alta
Valtellina, in Val Malenco, in Valchiavenna.

Articoli correlati