Biologico

Cos’è Sin Fronteras, la cooperativa di prodotti biologici e equosolidali

Nasce in Costa Rica grazie a un consorzio italiano la prima cooperativa internazionale di produttori biologici e equosolidali: Sin Fronteras

I piccoli produttori del sud del mondo inseriti nel mercato equo e solidale possono d’ora in poi avere un rapporto diretto con i consumatori italiani, scavalcando le intermediazioni delle centrali di importazione. Si è infatti costituita ai primi di settembre, nel corso di un’assemblea in Costa Rica, la prima cooperativa internazionale che coinvolge produttori del nord e del sud del mondo che coltivano e lavorano i prodotti con metodo biologico e li commercializzano poi nei circuiti equosolidali: Sin Fronteras, questo il nome, permetterà agli agricoltori e apicoltori che ne fanno parte di gestire direttamente non solo la produzione e la lavorazione, ma anche la commercializzazione dei prodotti, con la possibilità di intervenire direttamente sulle scelte e le politiche aziendali in ogni fase del processo produttivo.

 

Cacao, purea di banane, zucchero di canna, caffè, arachidi e miele, succhi di frutta tropicale sono i prodotti di Sin Fronteras, ma la gamma comprenderà in futuro anche altri prodotti lavorati dai piccoli agricoltori per i quali Sin Fronteras rappresenterà una fondamentale occasione di apertura a nuovi mercati.

 

“Sin Fronteras – afferma uno dei fondatori Hugo Valdés – è una cooperativa di cooperative e associazioni di piccoli produttori che attorno ai principi del commercio equo e biologico si sono organizzati per avvicinare in modo congiunto, integrale e con una visione etico-imprenditoriale il crescente mercato con caratteristiche sociali e ambientali che si sta sviluppando nei paesi sviluppati e che sta emergendo anche nei paesi in via di sviluppo”.

 

Questa iniziativa vede la luce grazie all’intervento del Conapi, Consorzio nazionale apicoltori. La cooperativa internazionale avrà come soci, oltre a Conapi, una decina di organizzazioni di produttori di Costa Rica, Nicaragua, El Salvador, Guatemala e Messico, per una base sociale complessiva di 5.000 agricoltori e apicoltori biologici ed equosolidali.

 

Obiettivi principali: la commercializzazione diretta di prodotti di qualità, veri e propri “doc” che valorizzano la tipicità e le caratteristiche naturali dell’ambiente da cui provengono. Il valore aggiunto viene trattenuto nei paesi di origine, rendendo i piccoli produttori protagonisti del loro mercato. Tutte le organizzazioni coinvolte lavorano nel campo del biologico e i prodotti rispettano i criteri del commercio equo e solidale fissati da TransFair Fairtrade. Il progetto coinvolge al momento otto realtà del Centro America: Appta, Asoprodulce e La Alianza del Costarica, Prodecoop e Copibo del Nicaragua, Aprainores del Salvador, Copiasuro del Guatemala, e Tzeltal Tzotzil del Messico (Chiapas).

Articoli correlati
Biologico, il momento decisivo è adesso

Le associazioni del biologico chiedono all’Italia di stare al passo con le strategie europee per una transizione agroecologica. Il commento della presidente di Federbio, Maria Grazia Mammuccini.