Ogm

“Biosicurezza” contro il cibo OGM…

Nuove regole per il cibo transgenico. Adottate a livello internazionale, sono state stabilite dopo il meeting per la biosicurezza di Kuala Lumpur.

Ogm

Nuove regole per proteggere noi, i coltivatori, gli animali e
l’ambiente contro i rischi da semina, coltivazione ed esportazione
di OGM. Gli 87 Paesi che hanno aderito a settembre al Trattato di Cartagena sulla
Biosicurezza si sono incontrati per la prima volta, e hanno
deciso:
– che tutti i carichi, le navi e i container di semi e piante
transgeniche dovranno essere registrati e accompagnati da speciali
documentazioni, identificati come “può contenere OGM” e
accompagnati da documenti con dettagliati contatti su importatore,
esportatore e autorità di controllo.
– di compiere tutti i passi necessari per rintracciare ed
etichettare i prodotti contenenti OGM in tutto il mondo.
– di formare un comitato internazionale di 15 esperti, una specie
di task-force, per vigilare che ogni Paese dia concreta attuazione
al trattato di biosicurezza, per promuovere attivamente
l’attuazione concreta, Paese per Paese, del trattato, e per
deferire ritardi e inadempienze.

Molti delegati, compresi i rappresentanti – solitamente assai
critici – di organizzazioni non governative, ambientaliste e di
consumatori, si sono dichiarati soddisfatti e compiaciuti.
“Un evento storico – secondo il ministro malese della Scienza e
dell’ambiente, Datuk Law Hieng Ding – che pone le basi per attuare
davvero il trattato sulla biosicurezza”.
Oggi non c’è un regime internazionale per tracciare i
carichi di semi, raccolti, prodotti OGM, nonostante i continui
incidenti di rilascio accidentale e di contaminazione, che pongono
rischi per l’ambiente, gli animali, la biodiversità e gli
uomini.
I delegati hanno anche dato mandato a un gruppo di lavoro di
completare le normative sulla tracciabilità entro il 2007:
cosicché le parti possano valutare le proposte l’anno
seguente. Il gruppo dovrà affrontare temi quali identificare
il range di danni posti dagli OGM e la lor valutazione, i rischi
per la biodiversità, per noi e la nostra salute.

Stefano
Carnazzi

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