Biotransenergetica: dire sì alla vita

La biotransenegetica propone all’uomo di dire sì con piacere alla vita e a tutti i suoi aspetti, puntando su flessibilità a capacità di scegliere

La vita è relazione, è interazione dinamica tra
modelli ritmici, la mente può dire sì o no alla
vita. Impariamo a farlo attraverso la biotransenergetica

La mente dell’uomo dice no alla sofferenza, quindi dice no ad un
aspetto della vita. La mente dell’uomo, cercando di controllarla,
si separa dalla vita, dicendo di no interferisce nel dinamismo
intrinseco dei processi vitali, bloccandoli. Dicendo no di fronte
ad una vibrazione disarmonica, consolida la disarmonia. Dicendo no
si impedisce di trasformare la vibrazione disarmonica in
armonica.


L’approccio biotransenergetico
procede dal sì
dell’uomo presente alla vita. Attenzione, dire di sì alla
vita non vuol dire sottostare passivamente ai fatti della vita, ma
bensì dire sì al moto espressivo biologico del
vivente e alle sue caratteristiche intrinseche di
flessibilità e capacità interne.

Dire di sì alle capacità connaturate all’essere umano
in quanto
sistema vivente di auto-organizzazione
attraverso
l’autorinnovamento e l’autotrascendenza. Capacità
quest’ultime che consentono all’essere umano di adattarsi nel modo
migliore alle circostanze della vita e di trasformare la sua
realtà elaborando le vibrazioni in modo tale da creare
armonia là dove c’è disarmonia. Queste
capacità e caratteristiche del vivente, la polarità,
la relazione, essendo il vivente in movimento, possono realizzarsi
solo attraverso attitudini dinamiche.

La mente che dice di no, che si chiude all’esperienza, blocca la
relazione sostituendo ad un atteggiamento dinamico di
complementarità un atteggiamento statico di
contrapposizione. La mente che dice di no crea staticità,
contrapposizione, disarmonia, va contro la vita che invece è
dinamismo, complementarità, armonia.

La mente che dice di sì è un fiume che scorre, la
mente che dice di si, trascende se stessa nella meditazione,
procede dal principio di realtà della coscienza razionale al
principio di trascendenza della coscienza intuitiva attingendo alla
consapevolezza.

Quando mi rendo conto che basta dire sì…

Quando mi rendo conto che basta dire sì, riprendo la strada
del profondo.
Quando sono grande e mi rendo conto che posso lasciare le stampelle
del razionale, mi apro alla coscienza intuitiva, trasformo i miei
no in si, secondo il principio di
trascendenza
.

Stronco il male alla radice, dico sì incondizionamente,
sì al sentire, sì al profondo. I miei no
(automatismi) sono mantenuti dagli attaccamenti ai miei no, quando
dico sì gli automatismi cadono. Di fronte alla paura dei no,
anziché togliere lo sguardo posso guardare, anziché
reprimere posso esprimere, anziché andare via posso restare,
l’osservazione dei miei no porta al contatto.

Il contatto porta all’accettazione, l’accettazione alla
consapevolezza. La consapevolezza dice di sì all’esistenza,
permette la trasformazione dell’energia (dal no al sì). Il
sì porta ad un contatto ancora più profondo e via di
seguito.

Non è necessario fare a, non è necessario pensare a
come superare i miei no, basta semplicemente restare lì e
dire sì.

Il sì è rivoluzionario e contiene già in
sé l’energia per il cambiamento. Se dico di sì e
resto consapevole, la mia consapevolezza dirige le energie verso la
trasformazione.
No è staticità, sì è movimento,
movimento è vita. No è mente, sì e
meditazione.

L’approccio biotransenergetico propone i seguenti strumenti per

l’esperienza del profondo:
1) Attingere
all’istinto
2) Destrutturate il razionale
3) Ristrutturarsi nell’unitivo

Come?
a) dalla mente alla
meditazione
, attraverso: osservazione, accettazione e
consapevolezza.
b) individuazione del “dramma del controllo” degli
attaccamenti/automatismi/resistenze, nel corpo e nella mente;
(liberazione dell’emotivo) attraverso:
ascolto/contatto,
mobilizzazione,
direzione,
trasformazione
.

a cura di
Sonia Tarantola

Tratto dal libro: in viaggio per risvegliarsi, Pierluigi
Lattuada
, MEB

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