Birmania, pagode e minoranze etniche

La Birmania dai mille volti: i luoghi ?classici? e le interessanti minoranze etniche della regione di Keng Tung; i grandi spazi e gli straordinari templi.

Oltre ai monumenti classici di impronta essenzialmente indiana
(oltre a quella propriamente birmana), una varietà di etnie
costituisce il tessuto sociale su cui si è scritta la storia
della Birmania che rappresenta una fucina di sorprese e l?incanto
di una cordialità che è tratto di carattere
distintivo di un popolo incredibilmente sereno e saldamente
ancorato alle proprie tradizioni. Emozioni profonde, umane ed
estetiche, in cui si intrecciano arte, spiritualità e usanze
che hanno il fascino esotico di ciò che è diverso e
lontano.

La Birmania dai mille volti: i luoghi ?classici? e le
interessanti minoranze etniche della regione di Keng Tung; i grandi
spazi e gli straordinari templi.

In Birmania colpisce soprattutto la profonda spiritualità
di un popolo che ha saputo conservare la propria serenità e
l?amore per il culto antico, che in ogni contatto dimostra una
serenità vera.

Così, a poco sono valsi gli sforzi per allontanare la
gente dai templi, a a distruggere, per ricostruirla a 10 chilometri
di distanza, l?antica Pagan, con diecimila templi, capace di
emanare un?atmosfera di magia e serenità.

Dovunque la gente ha saputo conservare lo stesso sorriso, la
stessa semplicità di vita. Ci incanteremo davanti alla
cupola d?oro della Shwedagon, ammireremo, sulle tranquille acque
del lago Inlie, i pescatori Intha che pescano spingendo la barca
con un remo manovrato con la gamba; ci commuoveremo guardando il
tramonto ai bordi del fiume Irrawaddy, mentre il sole tinge di
rosso stupa e pagode.

Incontreremo minoranze etniche che ancora vestono gli antichi
costumi; scopriremo a Mandalay che, accanto a templi stupendi, nel
fiume uomini e bufali faticano per imbrigliare tronchi che la
corrente trasporterà.

Sonia
Di Gregorio

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