Seneca: cambiare l’anima per migliorare noi stessi

Seneca ci esorta a cambiare l’anima e non il cielo sotto cui viviamo: i viaggi, le distrazioni, ma anche la carriera professionale non possono cambiarci veramente.

“Tu credi che sia capitato solo a te, e ti meravigli come di un fatto strano di non esser riuscito a liberarti della tristezza e della noia, malgrado i lunghi viaggi e la varietà dei luoghi visitati. Il tuo spirito devi mutare, non il cielo sotto cui vivi.”

Le parole di Seneca conservano una straordinaria attualità, soprattutto se si pensa che viviamo in un mondo quanto mai frenetico, in una società complessa, che sembra offrire innumerevoli possibilità anche per il nostro mutamento interiore.

In realtà così non è! Seneca, infatti, ci incalza con questa ulteriore riflessione:

“Tu corri qua e là per cacciare via il peso che ti opprime e che diventa più gravoso col tuo stesso agitarti. Similmente sulla nave il carico esercita minore pressione se è ben fissato, mentre se si sposta disordinatamente, fa sommergere il fianco su cui viene a gravare. Qualunque cosa tu faccia, la fai a tuo danno; e con lo stesso movimento ti danneggi, perché scuoti un ammalato.”

Spesso corriamo inutilmente da un luogo all’altro, da un’attività all’altra, pensando di vincere le nostre tristezze, di dimenticare i nostri vizi.

Il legare l’anima ad un luogo, ad una pur brillante carriera lavorativa, ad una scintillante “vita di società”, è destinato inevitabilmente al fallimento:

“Potrai anche essere cacciato nelle terre più lontane e più barbare: ogni luogo, qualunque esso sia, sarà per te ospitale. L’importante è sapere con quale spirito arrivi, non dove arrivi; perciò non dobbiamo legare l’animo a nessun luogo.”

Chi è sereno interiormente sa che la sua

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