“Bon ton” antincendio

Oltre un milione di ettari di boschi in fumo in Italia negli ultimi 20 anni. E sempre per mano dell’uomo. I roghi del 2004 e le indicazioni di Corpo Forestale e Wwf per il 2005.

Il 60% degli incendi è di natura dolosa: i roghi sono
appiccati intenzionalmente da”piromani” spesso collegati alla
criminalità organizzata che specula sulla gestione delle
aree bruciate.

Il 35% degli incendi, invece, è causato da negligenza, da
comportamenti poco attenti ed imprudenti.

I roghi del 2004.
In Italia i boschi
ricoprono 9.800.000 ettari del territorio, circa il 32% dell’intera
superficie nazionale. Nel 2004 si sono verificati 6.428 incendi
boschivi su un’area di 60.176 ettari, di cui 20.866 boscati. Nel
2003 si erano registrati 9.697 incendi su un’area di 91.085 ettari,
di cui 44.064 boscati. Rispetto al 2003, dunque, il numero degli
incendi e dell’area interessata è diminuito del 34%; in
particolare la superficie boscata ha avuto una contrazione del 53%.

Calabria, Sicilia e Sardegna sono state le regioni più
colpite dagli incendi nel 2004; in Veneto, invece, il minor numero
di incendi.

Dal Corpo Forestale il monito a:
– Non accendere fuochi fuori delle aree attrezzate:è
pericoloso e vietato;
– Non gettare mozziconi di sigaretta o fiammiferi ancora accesi
nelle aree verdi, o quando si viaggia in auto o in treno;

– Gettare i rifiuti negli appositi contenitori :i rifiuti
abbandonati possono prendere fuoco;
– Non parcheggiare le automobili in zone ricoperte da erba secca:
il calore della marmitta catalitica potrebbe incendiarle;
– Non bloccare le strade fermandosi a guardare le fiamme: potrebbe
intralciare l’arrivo dei mezzi di soccorso e le operazioni di
spegnimento;
– Chiamare il 1515 del Corpo Forestale dello Stato per interventi
tempestivi!

Anche il Wwf ha stilato un “bon ton”
antincendio.

Anche il Wwf ha stilato un “bon ton”
antincendio.
– Non accendere fuochi in natura, nemmeno
sulle spiagge. A parte i rischi che si possono correre – basta una
semplice fiammella per appiccare un incendio – è anche di
cattivo gusto lasciare un prato, una radura, un tratto di sabbia
bruciacchiato o con i resti anneriti.
– In caso di fuochi per cucinare all’aperto, utilizzare spazi
liberi da vegetazione e riparati da sassi e massi. In caso di
vento, rinunciare a cuocere. Non si muore mangiando cibi
freddi.
– Lo stesso vale per barbecue interni a giardini o all’aperto. Una
simpatica serata può trasformarsi in un danno grave
all’ambiente. Limitarsi a queste serate soltanto in situazioni
favorevoli e quindi senza vento, in luoghi lontani da vegetazione o
comunque controllabili
– Ognuno di noi oltre a rinunciare in prima persona può
convincere anche amici e parenti a fare altrettanto.
– Allo stesso tempo, ognuno di noi può e deve allertare le
forze di polizia in caso di manifestazioni pubbliche o private ad
alto rischio (senza sentirsi una spia)

Accanto al bon ton il Wwf ha avanzato anche alcune
richieste:
– aumentare sorveglianza aree protette, coinvolgendo anche
volontariato (tra cui boy-scout)
– aumentare mezzi di spegnimento aree protette più
sensibili; vietare i fuochi d’artificio nei mesi estivi, tipici in
moltissime feste paesane, o in ogni caso regolamentarli.

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