Boom dell’energia solare

In un anno il mercato mondiale del fotovoltaico è cresciuto con decisione. Il boom più eclatante si registra in Europa, che nella speciale classifica ha scavalcato il Giappone.

Nel 2005 sono stati istallati 1.727 MegaWatt fotovoltaici,
contro i 1.200 MW del 2004. L’Europa guida la classifica delle aree
con la maggior crescita nel settore, trend superiore perfino al
Giappone, leader mondiale del fotovoltaico.

L’area nipponica mantiene il primo posto nella top ten mondiale,
con 833MW di celle fotovoltaiche e un +33% rispetto al 2004. La
produzione dei Paesi europei ammonta a 452 MW, con un +44%, mentre
gli Stati Uniti hanno segnato solo il 10% di incremento rispetto
all’anno precedente, nonostante verso la fine dello scorso anno
siano stati varati una serie di provvedimenti per incentivare la
produzione elettrica dal sole (fra gli stati più attivi, la
California dove il Governatore Arnold
Schwarzenegger
ha firmato un programma per la
promozione di 3000 MW fotovoltaici, e gli esperti stimano quindi
che per il 2006 ci sarà un miglioramento delle cifre
rispetto ai risultati del 2005).

Sul fronte degli operatori, il titolo di numero uno mondiale
è andato ancora una volta alla giapponese Sharp, leader
nella produzione di celle fotovoltaiche. Nel 2005 Sharp ha
registrato un balzo del 32% e si è nuovamente assicurata,
per il sesto anno consecutivo, la vetta del podio.

A livello europeo al primo posto c’è Q-Cells, che nel
2005 ha raddoppiato la sua produzione, mentre il produttore
cino-australiano Suntech ha triplicato la sua produzione rispetto
al 2004.

‘Scoop’, in termini negativi, sempre secondo la rivista PV News,
la caduta in classifica di BP Solar che dalla seconda posizione del
2004 è scesa in settima nel 2005.

In questo contesto la realtà italiana resta marginale. La
rapida crescita delle installazioni solari nel 2006 – 2007, dopo
l’entrata in vigore del conto energia, sta però muovendo le
acque anche nel nostro paese e diversi progetti di nuovi impianti
di produzione di celle sono attualmente allo studio da parte di
investitori italiani e stranieri.

“E’ possibile che l’Italia, entro la fine del decennio, oltre a
un elevato livello di installazioni, possa ritagliarsi uno spazio
significativo anche sul lato della produzione – sostiene Gianni
Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e rappresentante
italiano nel Comitato direttivo della European PV Platform -. Molto
dipenderà naturalmente dalle scelte del prossimo Governo sul
potenziamento della ricerca e sul sostegno alle nuove realta’
produttive”.

Redazione Ambiente

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