Borse di studio al popolo dei SAN

Parte dall’Italia un progetto che mette a disposizione di studenti boscimani SAN una formazione scolastica superiore, per metterli in condizione di aiutare il proprio popolo a preservare la sua cultura e le sue origini.

Oggi non sopravvivono più di 90.000 San: meglio noti come
Boscimani, i rappresentanti dell’etnia più antica
dell’Africa meridionale, che da due secoli vive nell’emarginazione,
attraversano una travagliata transizione verso la modernità.
Tramite coraggiosi progetti di ecoturismo, di produzione artistica
e artigianale e di registrazione del patrimonio culturale, i San
mirano oggi a rendere economicamente indipendenti le proprie
comunità superstiti. Le loro attività sono coordinate
in loco dal Gruppo di Lavoro delle Minoranze Indigene dell’Africa
Australe (Wimsa), un network rappresentativo a cui hanno dato vita
nel 1996.

Al fine di autogestire con professionalità i propri progetti
di sviluppo e trasmettere alle nuove generazioni i dialetti che
rischiano di scomparire, alcuni San stanno affrontando, per la
prima volta nella storia, gli studi superiori nei propri paesi di
origine (Namibia, Sud Africa, Botswana). La maggior parte dei San
non riesce a completare nemmeno il ciclo scolastico di base e
quindi ogni studente in grado di portare a compimento il proprio
percorso di studi costituisce un passo verso l’affrancamento di
questa etnia: un richiamo autorevole che, per la prima volta,
verrà ascoltato dai governi della regione.

Le comunità San possiedono scarse fonti di sostentamento;
l’ente Wimsa si è impegnato a reperire finanziatori
all’estero che possano tramutare in realtà il sogno di
andare al college o all’università. Una risposta è
arrivata dall’Italia…

Una risposta è arrivata dall’Italia e, grazie alla campagna
‘Progetto African Heritage’, nel 2004, l’amministrazione della
Provincia di Padova, in seguito all’interessamento dell’assessore
ai Servizi Sociali e Culturali dr.ssa Vera Slepoj, ha approvato il
finanziamento di due borse di studio, di tre anni cadauna, per gli
studenti San iscritti al College of Education di Windhoek
(Namibia).
Gli studenti sostenuti da ‘Progetto African Heritage’ sono tra i
primi ragazzi boscimani della storia iscritti ai corsi di
formazione superiore della durata di tre o quattro anni.

Sedekias Eiseb, trentenne San del gruppo degli Hai’om proveniente
dalla Namibia, studia per diventare un punto di riferimento, un
modello per gli studenti San affinché comprendano quanto
importante sia completare la propria educazione ed essere
orgogliosi del patrimonio culturale d’origine. Infatti, i giovani
San, a scuola, nascondono ancora la propria identità etnica
perché sono stati a lungo indotti a vergognarsene. Questo
è il retaggio di duecento anni di storia che hanno quasi
cancellato il popolo più antico dell’Africa. Ogni insegnante
San avrà, quindi, un forte impatto positivo sulle
comunità di origine presso le quali svolgerà la sua
opera educativa.

Elizabeth Naoadoës, ventenne del gruppo boscimane Nharo del
Botswana centrale, studia per qualificarsi nella cura e nello
sviluppo della prima infanzia emarginata.

Ogni coraggioso studente Boscimane su cui si investe oggi,
porterà beneficio alla sua comunità di appartenenza:
diverrà un insegnante per i bambini boscimani, un
conservatore delle antiche lingue boscimani, un gestore di
strutture turistiche costruite dai boscimani dove sopravvive,
tramite l’ecoturismo, il loro profondo legame con il
territorio”.
Il mio sogno sarebbe quello di ospitare in Italia Sedekias e gli
altri studenti che finanziamo, quando e se vorranno farci visita,
per dare testimonianza del lavoro fatto insieme e del fatto che
sono loro stessi a richiedere un cambiamento e un riconoscimento
quali individui appartenenti ad un popolo rivolto al futuro e non
inesorabilmente ancorato al passato.

Silvana Olivo
fondatrice dell’Associazione Heritage

Immagine:
Arte contemporanea San, “Hunting Birds” – T.
Kaashe.

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