Brindiamo con l’ape-ritivo italiano!

Da bravo paese agricolo, l’Italia intera si appresta a raccogliere i grappoli maturi, a sentire il ribollir dei tini fiutando l’aspro odor dei vini tra le vie dei borghi medievali. Sapevate che se il vino viene buono il merito è delle api?

In questo periodo nell’intera penisola rimbomba un’unica
domanda: come è sarà il vino quest’anno? Difficile
dare una risposta, dato che per fare un buon vino esistono troppe
variabili. Quello che possiamo dire è che il raccolto,
complice la siccità, è piuttosto scarso.

Ma non preoccupatevi perché tra i filari ci sono dei
fedeli alleati del viticoltore sempre pronti ad aiutarlo,
permettendo la realizzazione dei vini più buoni del mondo.
Chi saranno mai? Sono le infaticabili api, che in questi giorni si
aggirano tra i grappoli maturi per succhiare il liquido zuccherino
che sgorga dagli acini rotti. Non fatevi ingannare dalle apparenze:
anche se effettivamente qualche ape punzecchia il viticoltore, esse
sono dei preziosi alleati del buon vino. Vediamo perché.

Verso la fine della maturazione, gli acini devono affrontare
numerosi pericoli: grandine, vento forte, pioggia battente e
macchine agricole possono rompere gli acini ricolmi di polpa
zuccherina. Inoltre ci sono le vespe che, con il loro apparato
boccale masticatore, sono in grado di rompere la buccia dell’acino
per prelevare porzioni del frutto. La polpa, non più
protetta dalla buccia, diventa un terreno di coltura ideale per un
fungo, la Botris cinerea chiamato volgarmente ‘muffa
grigia’; come sanno bene i viticoltori, il vino ottenuto da frutti
fortemente compromessi da questo parassita è di scarsissima
qualità. Ebbene, le nostre api, succhiando con il loro
apparato boccale lambente gli zuccheri sopra la polpa scoperta, non
permettono alla muffa grigia di attecchire e quindi preservano
l’eccellenza del vino italiano.

Insomma, le api non solo non danneggiano l’uva, ma addirittura
la preservano. Ora mi sembra che sia arrivato il momento di
brindare al ritorno dalle vacanze, al paese agricolo in cui
viviamo, in grado di procurarci delizie incommensurabili e
perché no, anche alle nostre amiche api.

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