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British Council: il dibattito sugli OGM

Convegno “OGM, quale verità?” organizzato dal British Council a Bologna.

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Come preparazione al convegno “OGM, quale
verità?” organizzato dal British
Council a Bologna, l’ente britannico per le relazioni con l’estero
ha aperto le proprie pagine Internet a un forum online dedicato al
tema degli organismi geneticamente modificati.

Il British Council, testa di ponte tra Inghilterra e Italia, si
impegna così nella divulgazione di un tema che divide
profondamente la “perfida Albione”. Tony Blair è
dichiaratamente a favore delle biotecnologie, Prince Charles
culturalmente contrario.

Si legge sulle pagine del sito Internet:

“L’aspetto etico della ricerca scientifica divide gli scienziati
così come il grande pubblico. Da un lato ci sono gli
scienziati, i quali ritengono che dovrebbe essere lasciata loro la
massima libertà di ricerca e che spetta poi ai politici ed
ai consumatori assumersi la responsabilità per le eventuali
conseguenze del loro lavoro. Dal lato opposto ci sono invece quelli
che auspicano una normativa etica migliore, frutto di discussioni
pubbliche, e che tenga conto innanzi tutto della salute dei
consumatori (Vivienne Parry)”.
“La scienza, l’ingegneria e le tecnologie influenzano la vita di
ognuno di noi, sviluppandosi in maniera rapida e, apparentemente,
inesorabile. Come è naturale, le persone hanno opinioni
molto diverse al riguardo. Tra i dibattiti più controversi,
negli ultimi anni, vi è quello sull’uso delle biotecnologie
in campo alimentare, in quanto il cibo è essenziale alla
vita e le sue eventuali modificazioni toccano tutti da vicino. Le
preoccupazioni maggiori riguardano essenzialmente l’aspetto della
sicurezza alimentare e quello delle ripercussioni socio-economiche
relative agli OGM.”
“Il pubblico chiede rassicurazioni circa i possibili effetti delle
biotecnologie sui raccolti, ma risulta molti difficile portare
avanti questi studi sugli impatti che i raccolti geneticamente
modicati hanno sulla biodiversità, a causa della forte
pressione esercitata dagli oppositori, i quali si battono per
prolungare la moratoria sulla commercializzazione di questi cibi.
Nel mese di giugno di quest’anno vi è stata una
manifestazione dei no-global in occasione del vertice FAO sulla
fame nel mondo svoltosi a Roma, e la BBC è stata accusata di
incitare al vandalismo in seguito alla messa in onda di un
programma durante il quale degli attivisti anti-OGM davano fuoco ad
un campo di frumento. Quindi, quale è la verità? Come
possiamo conciliare il punto di vista degli scienziati, i quali
ritengono che le biotecnologie potrebbero farci fare passi da
gigante per risolvere le croniche epidemie che colpiscono i paesi
del Terzo mondo, e nello stesso tempo dissipare le preoccupazioni
del pubblico?”

Il dibattito è aperto.

Stefano
Carnazzi

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