Buco nell’ozono. Forse si riesce a ricucirlo

Il buco nell’ozono si sta riducendo. Lo afferma il nuovo rapporto dell’Organizzazione meteorologica mondiale pubblicato in occasione della Giornata internazionale per la preservazione dello strato di ozono.

Il Protocollo di Montreal per la protezione dello strato di
ozono è un “successo”. Questo è quanto ha dichiarato
l’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) in una nota
ufficiale.

 

L’OMM, che fa capo alle Nazioni Unite, ha pubblicato un

nuovo rapporto
il 16 settembre, in occasione della
sedicesima
Giornata internazionale per la preservazione dello strato di
ozono
, in cui rivela come l’azione intrapresa dalla
comunità internazionale per contenere e invertire i danni
causati dall’assottigliamento dello strato di ozono – come
l’aumento dell’intensità dei raggi ultravioletti – stia
raggiungendo ottimi risultati.

 

I benefici vanno collegati al divieto totale dell’utilizzo di
quelle sostanze, chiamate clorofluorocarburi (CFC), che in
precedenza venivano inserite nella produzione di bombolette spray o
impianti refrigeranti come i condizionatori d’aria.

 

La riduzione del buco dell’ozono sta avendo effetti positivi
anche nella lotta ai cambiamenti climatici. Infatti, i CFC e i gas
chimici derivati influiscono sul riscaldamento globale e la loro
messa al bando contribuisce al raggiungimento dell’altro
protocollo, quello di Kyoto.

 

Unica nota stonata, l’aumento della domanda di sostanze di
sostituzione dei CFC, ad esempio di idrofluorocarburi (HFC). Questi
gas, pur non essendo vietati dal protocollo di Montreal
perché meno dannosi per lo strato di ozono, sono potenti gas
a effetto serra.

 

Propria questa, dunque, sarà un’ulteriore sfida che i
negoziati internazionali dovranno affrontare per raggiungere un
nuovo accordo che dovrebbe andare a sostituire il protocollo di
Kyoto, in scadenza nel 2012. Appuntamento a dicembre, quindi, per i
lavori della COP 16 di Cancún.

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