Caccia alle balene finita in anticipo (di nuovo)

Il 5 marzo le navi di protesta del gruppo ambientalista radicale Sea Shepherd hanno rintracciato e ostacolato la nave-mattatoio Nisshin Maru. E anche quest’anno, per il secondo anno consecutivo, l’intensificarsi delle azioni di disturbo hanno coinciso con la decisione del Giappone di cessare la mattanza.

La flotta baleniera giapponese e l’ammiraglia Nisshin Maru stanno
tornando verso le acque giapponesi. E’ finita in anticipo, per il
secondo anno consecutivo, la stagione estiva di caccia (che Tokyo
definisce “scientifica”) alle balene nell’Oceano Antartico.

Cosa dicono i giapponesi
Il Giappone ha chiuso in
anticipo la sua annuale stagione di 3 mesi di caccia alle balene
‘per fini scientifici’ nelle acque dell’Antartico, con un bottino
magro rispetto alle loro previsioni. Ufficialmente per le “cattive
condizioni meteo”. E’ stato il ministro giapponese della Pesca
Michihiko Kano a riferirlo in conferenza stampa, aggiungendo che
sono state catturate solo 267 balene, di cui 266 balenottere minori
(meno di un terzo rispetto a quelle che avevano programmato) e una
sola balenottera comune (contro le 50 che avrebbero voluto). Pare
che sia la Nisshin Maru che le navi di scorta della flotta siano
già in rotta verso il Giappone, lasciandosi alle spalle i
territori di caccia. Il rientro della flotta nipponica in patria
è previsto a fine marzo, mentre l’Istituto di ricerca sui
cetacei, che svolge la “caccia a fini scientifici” coi proventi
delle vendite di carne di balena, si troverà probabilmente a
fronteggiare la carenza di fondi per la prossima stagione. Kano,
sul punto, ha detto che il governo analizzerà la situazione e
deciderà poi cosa fare. Un funzionario dell’Agenzia
giapponese per la pesca ha confermato alla radio australiana Abc da
Tokyo che la caccia è stata conclusa tre giorni fa.

Cosa dice Sea Shepherd
Il capitano di
Sea
Shepherd
, Paul Watson, al comando della nave
ammiraglia Steve Irwin, è già rientrato nel porto di
Melbourne. “Da quando la nostra nave ha raggiunto la Nisshin Maru
il 5 marzo, la stagione di caccia si è di fatto conclusa – ha
dichiarato Watson ai cronisti – abbiamo condotto inseguimenti con
la flotta giapponese per oltre 17.000 km, dando loro poco tempo per
uccidere balene. Le due navi arpionatrici hanno impiegato più
tempo a contrastare le nostre navi che a sparare arpioni”.
“E’ stata una campagna ben riuscita. Vi sono centinaia di balene
che nuotano liberamente nel loro santuario, che ora sarebbero morte
se non ci fossimo stati noi negli ultimi tre mesi. E il prossimo
dicembre, se i giapponesi vorranno tornare, Sea Shepherd li
affronterà con una flotta rinforzata: quattro navi, due
elicotteri, quattro droni Uav e 120 volontari” ha concluso
Watson.
La Sea Shepherd, il gruppo di ambientalisti contrari alla caccia,
ha ostacolato le operazioni della flotta nipponica ben 11 volte nel
fine stagione, con un’efficacia tale da costringere la chiusura
delle operazioni prima del previsto,
così come capitato lo scorso anno
.

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