Caccia, in Italia ora si spara anche sulla legge

Allungare la stagione venatoria, estendere il numero di specie cacciabili, depenalizzare il bracconaggio. Sono le modifiche proposte alla legge sulla caccia.

Sempre più voci si uniscono all’appello contro la nuova proposta di legge sulla caccia. Uno schieramento trasversale di deputati e senatori si unisce a tutte le organizzazioni ambientaliste. Sarà presto discusso in Parlamento una  proposta di legge che vorrebbe  apportare cambiamenti alla situazione attuale.

Prima di tutto allungare la stagione di caccia: 2 mesi in più, da agosto a febbraio (non più da settembre a gennaio). Ampliare il numero di specie cacciabili. Depenalizzare praticamente tutti i reati, come la caccia di frodo in aree protette, il bracconaggio nei parchi, l’uccellagione e la cattura di uccelli con trappole a catapulta, sparare da automobili/navi/aerei, l’impiego di richiami vivi, l’abbattimento di animali appartenenti a specie protette, la loro detenzione, il commercio di animali protetti, la caccia nei giorni di silenzio venatorio. Reati che diverrebbero violazioni amministrative. Cioè, un bracconiere che va a caccia di orsi bruni nel Parco d’Abruzzo potrebbe rischiare la stessa sanzione di chi parcheggia in sosta vietata.

Dare autonomia sempre maggiore alle regioni in materia di caccia, potere che si tema venga usato per compiacere le locali lobby venatorie. Indebolire la vigilanza da parte dei guardacaccia e degli agenti della Forestale. Reintrodurre la libertà di movimento dei cacciatori di uccelli migratori e liberalizzare la caccia da appostamento fisso ai migratori. I cacciatori in Italia sono più o meno l’1%. Gli altri sono contro.

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