Camminare: non per arrivare, ma per essere

Fare del camminare un mezzo per poter osservare, gustare, assaporare, nel modo più naturale possibile e riconnettersi con la natura.

Gli antichi consideravano il camminare come qualche cosa di
salutare e il motto “solvitur ambulanda”, camminando si risolve, lo
dimostra. Basta il solo contatto con un contesto ambientale diverso
da quello che frequentiamo abitualmente, basta un viottolo di
campagna se non è ancora possibile raggiungere un parco
vero e proprio e intraprendere un’attività diversa da
quella di solito sedentaria con cui occupiamo la maggior parte del
nostro tempo, basta il camminare, per cogliere punti di vista
diversi sulle questioni che ci preoccupano, e intravedere nuove
possibili soluzioni, tranquillizzando così la nostra
mente.

Del resto anche la scienza medica riconosce gli ampi poteri
curativi dell’attività fisica a contatto con l’ambiente
naturale. L’uomo primitivo, camminando a piedi nudi sul terreno,
stimolava continuamente i riflessi di ogni parte del corpo,
favoriva l’equilibrio del sistema circolatorio e manteneva un buon
livello di scarica della propria energia nel terreno, favorendo
così il proprio benessere a tutti i livelli, fisico,
emotivo, mentale e spirituale.

Anche Cesare Pavese, nel suo romanzo La bella estate tratta del
camminare: “Non invidiava le automobili, sapeva che in automobile
si attraversa ma non si conosce una terra. A piedi, …vai
veramente in campagna, prendi sentieri e costeggi le vigne, vedi
tutto. C’è la stessa differenza che guardare un’acqua e
saltarci dentro.”

In questa società sempre più frenetica e superficiale
è importante riappropriarsi di ritmi semplicemente
più umani, più lenti, e di comportamenti più
naturali, che sono alla base di un buon equilibrio per ogni essere
umano.

Camminare, ammirare la natura, gli animali, socializzare con le
persone che si incontrano, parlare, cantare, ballare, sono le cose
semplici e normali a cui dovrà tendere l’uomo nel prossimo
millennio per riscoprire una dimensione più umana e vitale,
in armonia con i ritmi della natura.

Elio Sabena

Articoli correlati