Il 2010 è l’anno della biodiversità

Si è aperto l’Anno Internazionale della Biodiversità promosso dall’Onu. L’obiettivo è fare capire l’importanza della diversità biologica del pianeta.

In Europa, 1 mammifero su 6 è a rischio estinzione; e quando
una specie scompare può creare un effetto domino nei
confronti di tutte le altre. La perdita di biodiversità
può portare a gravi conseguenze sull’economia e sulle
attività produttive, non solo sulla vita naturale del
pianeta. Il problema si riflette anche a livello mondiale: le
specie vengono perse da 100 a 1000 volte più velocemente del
normale, tanto che per molti studiosi stiamo vivendo la Sesta
Estinzione di Massa.

E la campagna “Biodiversità, siamo tutti coinvolti” lanciata
dall’Unione Europea, vuole proprio aumentare la consapevolezza del
problema nei confronti delle persone, con l’obiettivo di svelare ai
cittadini le reali implicazioni che la perdita di
biodiversità ha nella loro vita quotidiana. Si stima che la
perdita annuale dei servizi forniti dall’ecosistema sia pari a 50
miliardi di Euro, mentre nel 2050 le perdite ammonteranno al 7% del
PIL.

A Milano precisamente da Piazza Cadorna parte la campagna: un
graffito creato con acqua ad alta pressione che recita: “Siamo
collegati all’albero, che è collegato al fiore, che è
collegato a voi”. “Questo è il simbolo dell’impoverimento
del pianeta causato dall’uomo – spiega Carlo Corazza, direttore
della Rappresentanza a Milano della Commissione europea –
conseguenza anche di una mancata consapevolezza da parte dei
cittadini”.

È infatti dimostrato che, a causare questa riduzione, sono
soprattutto le attività umane (vedi l’ultimo
disastro petrolifero
 della Deepwater Horizon negli Usa, nda), come i cambiamenti
nell’utilizzo del terreno, lo sfruttamento eccessivo, le pratiche
non sostenibili, l’inquinamento e l’introduzione di specie
invasive, che portano al degrado e alla distruzione di habitat e
specie.

Nel corso del mese di marzo 2010, i ministri dell’ambiente dell’UE
hanno concordato i nuovi obiettivi riguardanti la
biodiversità, proponendosi di arrestare la perdita di
biodiversità e il degrado degli Ecosystem Services e
ripristinare quanto più possibile entro il 2020.

La Natura comunque continua ad essere viva. Tant’è che sono
centinaia le nuove specie che vengono scoperte e studiate ogni
anno, soprattutto negli hot-spots sparsi in tutto il pianeta; dalla
barriera corallina australiana, alle foreste tropicali
sudamericane, alle profondità degli oceani. La vita continua
e continuerà. Dobbiamo solo capire da che parte vogliamo
stare.

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