Campane tibetane

I monasteri del Tibet sono immersi nel silenzio, la musica che proviene dalla campane rende l’atmosfera ancora più mistica.

Le campane tibetane sono la massima espressione di queste esigenze
e il mezzo più adatto per raggiungere lo scopo: di
dimensione variabile (da 8 a 22 dita) è di forma rotonda
sono cariche di significati simbolici.
La parte cava, ad esempio, è la saggezza che conosce la
vacuità e il batacchio il suono stesso della vacuità,
ma, anche, ogni singola incisione è pregna di
riferimenti.
Costruite con una lega di sette metalli, la cui proprietà
è di produrre suoni in armonia con le vibrazioni delle sfere
celesti, corrispondono, infatti, ai sette “pianeti”: oro-Sole,
argento-Luna, ferro-Marte, mercurio-Mercurio, stagno-Giove,
rame-Venere, piombo-Saturno, esse comprendono raffigurazioni divine
e rappresentano, nelle decorazioni, le simmetrie celesti.
Il loro scopo è ancora più importante, dal momento
che le loro vibrazioni, devono mettere in sintonia l’organismo con
l’esterno e stimolare la sua auto-armonizzazione interna, per
questo motivo vengono usate, anche per alcuni massaggi
curativi.

Quello che accade è che le campane suonano, vibrando in modo
diverso quando vengono appoggiate su parti del corpo tese o
rilassate e producono effetti curativi diversi sulle differenti
zone del corpo.

Le campane dovrebbero essere poste in corrispondenza dei sette
Chakra (i
centri energetici che regolano il flusso ed i blocchi di energia),
che si trovano lungo l’asse centrale dalla zona genitale fino alla
parte superiore della testa, ma, possono essere appoggiate anche in
altri punti come sui piedi, sulle mani o dietro alle orecchie.
Attraverso le vibrazioni delle campane, stimoliamo quel processo di
autoguarigione e di armonizzazione, che rimette in sintonia
l’organismo squilibrato e aiuta a ottenere una condizione di
prolungato benessere.

Massimiliano
Percio

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